Il Pd punta chiudere in settimana l’accordo con i centristi, nodo Radicali

 

 

ROMA. – Chiudere entro la settimana l’accordo con i centristi. E’ questo l’obiettivo possibile indicato in queste ore dal Pd. La costruzione della coalizione è ancora un cantiere aperto, alla vigilia dello scioglimento delle Camere. I centristi invitano a non dare nulla per scontato, non sono disposti – avvertono – ad accettare un accordo al ribasso sui collegi, da “lista civetta”.

Ma al Nazareno sono convinti che l’intesa si possa chiudere nei prossimi giorni. Mentre restano problemi sul fronte della lista +Europa: impensierisce non poco i Dem il possibile forfait di Emma Bonino, ma il radicale Riccardo Magi ribadisce che con le attuali regole sulla raccolta delle firme saranno “costretti a correre da soli”.

“Il lavoro sulla coalizione di centrosinistra prosegue: è prevista per inizio anno – assicurano al Nazareno – una riunione per lavorare ancora insieme agli alleati sul programma e su aspetti organizzativi”. Il lavoro è affidato in queste ore, con il segretario lontano per il Natale in famiglia, a Maurizio Martina, Lorenzo Guerini, Piero Fassino.

E potrebbe portare già prima del 31 dicembre alla nascita della ‘gamba’ centrista della coalizione, cui sta lavorando Guerini, con alla testa Beatrice Lorenzin, da affiancare alla ‘gamba’ di sinistra della lista Insieme, formata da ex ulivisti, socialisti e Verdi. Pier Ferdinando Casini, ancora oggi impegnato nel lavoro in commissione d’inchiesta sulle banche, non ha ancora sciolto la sua riserva e potrebbe decidere di non essere candidato. Ci sarà, ha detto qualche giorno fa, solo se “ne varrà la pena”.

E anche gli esponenti di Ap invitano ancora in queste ore a non dare nulla per scontato. Ma i Dem si mostrano ottimisti e derubricano gli avvertimenti a passaggi normali, nell’ambito di una trattativa per definire anche le candidature nei collegi.

Tutt’altro discorso per i Radicali. In giornata non si segnalano contatti tra gli esponenti della lista +Europa e il Nazareno. Ma il segretario dei Radicali Riccardo Magi invita a non minimizzare il grido d’allarme da lui lanciato: non è un tentativo di alzare la posta nella trattativa sulle liste, ma pone un problema serio di disparità sulla raccolta delle firme.

Con le regole attuali, valide per chi non ha un gruppo in Parlamento, la raccolta potrebbe iniziare solo dopo aver dichiarato l’apparentamento nei collegi, ma allora rischierebbe di essere troppo tardi. Ecco perché, ribadisce Magi, senza risposte chiare sulle regole, i Radicali sono pronti a raccogliere le firme per correre da soli dal primo gennaio. Ma perdere Bonino è un lusso che il Pd, soprattutto in questa fase di sondaggi in calo, non può permettersi, perciò in queste ore si stanno studiano possibili soluzioni.

(di Serenella Mattera/ANSA)