Mattarella: Voto sereno, spazio ai partiti, voce agli elettori

ROMA. – Un discorso brevissimo, tra i 10 e 15 minuti, per salutare gli italiani e confermare lo “stile Mattarella”. Nessuna intromissione nello spazio che da qui al quattro marzo, data delle elezioni politiche, deve essere occupato nella più ampia libertà solo dai partiti, dai programmi, dalla ricerca del consenso. Poi la parola spetterà ai cittadini che – si auspica – parteciperanno in tanti a quello che è l’esercizio principe della democrazia: il voto popolare.

Sergio Mattarella non detterà l’agenda della campagna elettorale e non sarà certo lui a elencare le cose da fare o non fare in un discorso di san Silvestro che quest’anno cade proprio dopo lo scioglimento della legislatura. Un discorso conciso al quale il presidente della Repubblica sta ancora lavorando e che sarà trasmesso a reti unificate probabilmente dallo studio alla vetrata, forse la più istituzionale tra le location che si potevano scegliere nel palazzo del Quirinale.

E’ lo studio infatti famoso per le consultazioni che precedono la formazione di ogni nuovo Governo e che già da marzo sarà poi riaperto per “confessare” le forze politiche sulle loro reali intenzioni avendo in mano i seggi ottenuti con questo misterioso “Rosatellum”.

Sarà il terzo discorso di fine anno per il presidente Mattarella, certamente il più delicato. Il capo dello Stato si trova alle prese con il primo scioglimento delle Camere dall’inizio del suo mandato. E l’arbitro Mattarella confermerà domani la sua assoluta idiosincrasia a qualunque ingerenza istituzionale. Tanto più eviterà di entrare a gamba tesa nel dibattito politico tradizionalmente infuocato di una campagna elettorale.

Ciò non toglie che il presidente accompagnerà, come ha già fatto prima della fine della legislatura, il percorso elettorale cercando di ricondurre toni e sostanza all’obiettivo delle elezioni: cioè il bene dell’Italia, il ruolo di servizio che deve animare i partiti. Con tutta probabilità Mattarella ribadirà la necessità di basare la battaglia politica su fondamenta cementate da realismo e realizzabilità dei programmi.

Un anno si chiude e un anno fa il presidente si adoperò per la continuazione dell’esecutivo di centro-sinistra attraverso la figura di Paolo Gentiloni. E quest’anno si sta archiviando con una serie di provvedimenti – senza entrare in giudizi di merito – comunque acquisiti.

I dati economici confermano la bontà di quella scelta e Mattarella li ricorderà ai partiti e ai cittadini con l’unico obiettivo di non dimenticare che bisogna lavorare insieme affinchè il vento della ripresa non sfugga dalle vele dell’Italia.

Sarà un messaggio denso, teso a fugare le ansie di un’Italia da troppo depressa, a infondere ottimismo e voglia di riscatto. Senza nascondere però alcune piaghe che chiunque vincerà dovrà curare con urgenza: prima fra tutte quella del lavoro. La disoccupazione, specie quella giovanile, è la madre di tutte le battaglie per il presidente. Quasi un tormento che difficilmente domani ignorerà.

(Di Fabrizio Finzi/ANSA)