Schiaffo Usa a Cina, stop Alibaba su acquisto MoneyGram

 

 

PECHINO. – Jack Ma accantona l’acquisto da 1,2 miliardi di dollari di MoneyGram International, l’operatore Usa attivo nel trasferimento di denaro, a causa dello stop opposto dalle autorità di Washington su timori “di sicurezza nazionale”, in quello che è l’ultimo episodio di stretta agli investimenti cinesi negli Stati Uniti, parte delle tensioni commerciali. La Cina “spera che gli Usa possano creare condizioni di parità e un ambiente prevedibile per le imprese cinesi”, è stato il commento fatto sulla vicenda dal portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang in conferenza stampa.

MoneyGram e Ant Financial Service, braccio finanziario di Alibaba, non hanno ottenuto il via libera del Comitato sugli investimenti stranieri negli Usa (Cfius). Gli sforzi per trovare una risposta ai timori avanzati, ha detto in una nota il numero uno della compagnia americana, Alex Holmes, “non sono andati a buon fine”.

Il fallimento dell’operazione, annunciata ad aprile 2017, è un colpo alle ambizioni di crescita sui mercati globali di Ma, mentre MoneyGram dovrà rivedere le sue strategie. I suoi titoli, dopo l’annuncio del fallimento della transazione a mercati chiusi, hanno avuto un tonfo nell’afterhour del 6,8%.

“L’ambiente geopolitico è mutato considerevolmente dal primo annuncio della transazione proposta con Ant Financial circa un anno fa – ha aggiunto Holmes -. Malgrado i nostri migliori sforzi per lavorare in cooperazione con il governo Usa, è ora diventato chiaro che il Cfius non approverà l’aggregazione”.

Il Comitato, che fa capo al Dipartimento del Tesoro, effettua una valutazione basata sostanzialmente in termini di sicurezza nazionale, nell’ambito di parametri ampliati dall’amministrazione Trump. Ma, fondatore di Alibaba che gestisce la piattaforma di e-commerce leader mondiale, era stato ricevuto dal tycoon alla Trump Tower di New York a gennaio 2017 poche settimane dopo la vittoria alle presidenziali.

Nell’incontro aveva illustrato un piano per creare un milione di posti di lavoro aiutando le pmi Usa a vendere i loro prodotti in Cina ricevendo il sostegno del padrone di casa che lo definì un “grande imprenditore”.

A settembre Trump ha posto il veto sulla cessione da 1,3 miliardi di dollari di Lattice Semiconductor alla cinese Canyon Bridge Capital Partners, forte dei fondi del governo di Pechino, in una mossa a tutela degli asset tecnologici. Cina e Stati Uniti “hanno avuto un avvio di 2018 accidentato con lo scetticismo sugli investimenti cinesi e il commercio che stanno annebbiando Washington”, ha rimarcato un commento dell’ agenzia Nuova Cina.

I tempi della cordialità di novembre tra i presidenti Donald Trump e Xi Jinping sembrano lontani, ma – è il monito – “la collaborazione tra le prime due economie mondiali resta l’unica scelta praticabile”.

(di Antonio Fatiguso/ANSA)