Alfredo Romero: “Il dialogo non ha fermato la persecuzione politica”

Pubblicato il 12 gennaio 2018 da redazione

Alfredo Romero: "Più di settemila persone sono ancora sotto stretta sorveglianza"

Alfredo Romero: “Più di settemila persone sono ancora sotto stretta sorveglianza”

Caracas. – Il dialogo non ha fermato la persecuzione politica. Alfredo Romero,principale  esponente del Foro Penale Venezuelano, spiega che più di settemila persone sono ancora sotto stretta sorveglianza e a nessuno è stata concessa la libertà piena: 7178 di preciso. Nessuno degli “ex carcerati” gode, dunque, di libertà senza condizioni.

“Si deve sapere che nessuna persona scarcerata beneficia della piena libertà. La libertà implica che non ci sia un processo in corso e che non ci siano restrizioni di nessun tipo. Ma questo non avviene: ci sono persone che continuano con la proibizione di uscire dal paese, altre dalla città dove si trovano, altre ancora devono presentarsi regolarmente ai tribunali e, comunque, potrebbero essere processati e nuovamente incarcerati” ha spiegato Romero nel programma PrimeraPágina di Globovisión.

Quindi, le 7178 persone detenute dal 2014, continuano tutte sottomesse a misure cautelari. E se non bastasse, Romero ha aggiunto che ci sono ancora casi civili processati in tribunali militari.

“Questo è incostituzionale e viola i diritti umani” ha ribadito Romero.

L’avvocato ha ricordato che più di 700 detenuti sono stati processati da militari. Addirittura, tutti quelli che non stati scarcerati affrontano ancora udienze militari. In pochissimi sono riusciti a passare ai tribunali civili.

Continua la persecuzione politica

Secondo il presidente del Foro Penale, il dialogo sull’eventuale negoziato tra governo ed opposizione non ha frenato la persecuzione politica.

– Dal 1mo di gennaio finora abbiamo registrato per lo meno 4 detenzioni considerate come prigionieri politici -ha informato- perciò il dialogo sta servendo a ben poco. Basti sapere che dicembre è stato il mese con meno scarcerazioni -ha proseguito Romeo -solamente 48.

E secondo l’avvocato, questo significa che il governo stava, comunque, scarcerando persone. Anche se poi sono state mantenute in condizione di libertà limitata o sorvegliata. Perciò il dialogo, tutto sommato, ha prodotto meno scarcerazioni e più repressione.

Su questo particolare Romero è duro. Ha criticato che si siano utilizzati i prigionieri politici come fiches per il negoziato o, peggio ancora, come merce di scambio.

“L’avevamo stabilito chiaramente al presidente dell’Assemblea Nazionale, senza ricevere risposta. Il nostro comunicato lo stabiliva: è necessario liberare tutti i prigionieri politici senza nessuna pre condizione. Perché se i prigionieri politici diventano un punto da negoziare, il governo può anche percepire l’utilità delle carcerazioni.

Dunque, si alcuni e se ne imprigioniamo degli altri, così si tira avanti il “negoziato.”

Una ipotesi machiavellica ,quella di Romero ma, tutto sommato, potrebbe anche servire al governo per allungare i tempi.

Il direttore del Foro Penal ha posto l’enfasi sul fatto che il 2017 è stato l’anno che ha registrato il numero più elevato di prigionieri politici: ben 848. Mentre il 2016 aveva avuto soltanto 69. La maggior parte delle detenzioni si collega con le proteste accadute per mesi. Ma non tutte. Già in questi primi giorni del 2018, l’avvocato ha contabilizzato alcune detenzioni in Mérida per manifestazioni popolari contro la scarsità di cibo.

Ultima ora

08:28Colombia: crolla un ponte, muoiono 10 operai

(ANSA) - BOGOTA', 16 GEN - Dieci operai sono morti nel crollo di un ponte in Colombia, poco fuori dalla capitale Bogotà. La Protezione civile ha precisato che gli operai stavano lavorando al drenaggio lungo il ponte, che si trova a circa 95 chilometri da Bogotà, quando la struttura è crollata. Nove persone sono morte sul colpo. Una decima è morta poco dopo in ospedale per le gravi ferite. Si sta ancora cercando di chiarire quante persone fossero sul posto al momento del crollo e se vi siano eventuali dispersi.

08:20Droga: operazione dei Cc nel Ragusano, ordinanza per nove

(ANSA) - RAGUSA, 16 GEN - Oltre 70 carabinieri del comando provinciale di Ragusa stanno eseguendo un'ordinanza del cautelare, emessa dal Gip su richiesta della Procura, nei confronti di nove indagati e stanno eseguendo decine di perquisizioni, nei confronti di presunti appartenenti a un gruppo dedito al traffico e allo spaccio di sostanza stupefacente. I provvedimenti restrittivi sono il risultato di un'indagine, condotta da militari dell'Arma del Nucleo investigativo, che ha consentito di accertare che gli indagati, quasi tutti di origine nordafricana, avevano costituito due gruppi criminali operanti a Vittoria, Acate, Ispica e Pozzallo e dediti allo spaccio di eroina, che acquistavano fuori provincia. Numerosi gli arresti e i sequestri di stupefacente già effettuati nel corso delle indagini.

07:59Corea Nord: Xi a Trump, pronti a lavorare su nucleare

(ANSA) - PECHINO, 16 GEN - La Cina è pronta a lavorare con gli Usa per un "accordo appropriato" sulla questione nucleare della penisola coreana: lo ha riferito il presidente Xi Jinping in una telefonata con il suo omologo Donald Trump. Secondo l'agenzia Nuova Cina, Xi ha aggiunto che tutte le parti preoccupate della situazione dovrebbero "creare le condizioni per la ripresa dei colloqui". Cina e Usa dovrebbero inoltre risolvere "in modo appropriato" i contenziosi economici e commerciali di reciproco interesse.

07:25Trump: centinaia di haitiani lo contestano a Times Square

(ANSA) - NEW YORK, 16 GEN - Centinaia di cittadini haitiani-americani e molte altre persone, tra cui numerosi immigrati africani e ispanici, hanno manifestato a Times Square, nel cuore di New York, per denunciare le parole del presidente americano Donald Trump, definite razziste e xenofobe. Anche il sindaco di New York, Bill de Blasio, ha partecipato alla protesta insieme ad altri politici. Nonostante qualche momento di tensione con gli agenti la manifestazione si è svolta pacificamente.

07:21Usa: Wsj, Pentagono studia due nuovi missili nucleari

(ANSA) - NEW YORK, 16 GEN - Il Pentagono sta mettendo a punto un nuovo piano per sviluppare due nuovi missili nucleari a basso potenziale. Lo riporta il Wall Street Journal, spiegando che si tratta della risposta dell'amministrazione Trump alla crescente capacità degli arsenali di Russia e Cina. Una strategia che però preoccupa perchè rappresenta un passo indietro sulla strada della non proliferazione e potrebbe spingere la Corea del Nord a espandere il suo arsenale e Paesi come l'Iran a riprendere il proprio programma nucleare.

07:16Usa: shock in California, tenevano incatenati i 13 figli

(ANSA) - NEW YORK, 16 GEN - Una scena da film horror quella che i poliziotti si sono trovati davanti in California, non lontano da Los Angeles, dove in un'abitazione una coppia teneva segregati i propri 13 figli, tutti incatenati ai letti, malnutriti e disidratati. A dare l'allarme una delle vittime, una ragazza di 17 anni, che è riuscita a fuggire e a raccontare la verità alla polizia. Gli agenti sono intervenuti e hanno arrestato marito e moglie. Sette dei figli tenuti imprigionati hanno tra i 29 e i 18 anni, gli altri sei sono minorenni, tra questi un bimbo di due anni.

07:14007 avvertirono Kushner, moglie Murdoch agente Cina

(ANSA) - NEW YORK 16 GEN - Wendi Deng, ex moglie del magnate dei media Rupert Murdoch, potrebbe essere un agente della Cina. E' il sospetto dei funzionari dell'intelligence che all'inizio del 2017 informarono Jared Kushner, genero di Donald Trump, della possibilità che la donna d'affari potesse sfruttare la stretta amicizia con lui e la moglie Ivanka Trump per promuovere gli interessi di Pechino. Lo riporta il Wall Street Journal, quotidiano di proprietà di Murdoch che divorziò da Wendi nel 2013, dopo le voci su un rapporto tra la donna e l'ex premier britannico Tony Blair.

Archivio Ultima ora