Il negoziato tra governo ed opposizione chiude in fallimento

Luego de más de una decena de reuniones, el diálogo en Dominicana fue el relato de un naufragio más. La crónica de un fracaso anunciado
Luego de más de una decena de reuniones, el diálogo en Dominicana fue el relato de un naufragio más. La crónica de un fracaso anunciado

Caracas. – E così si conclude il sesto, e sembra ultimo, intento per arrivare ad un negoziato tra governo ed opposizione: con un nulla di fatto.

Il presidente dominicano Danilo Medina ha informato che il dialogo è entrato in “una pausa indefinita”. Il mandatario ha rivelato che il patto scritto proponeva le elezioni presidenziali per il 22 aprile e l’opposizione aveva chiesto tempo per decidere perché non era d’accordo.

Ieri la delegazione democratica aveva presentato la sua proposta, ma il presidente Maduro ha continuato a sostenere che firmerà soltanto il documento presentato dal gruppo governativo. Peraltro, sembra che non abbia neanche voluto ricevere il nuovo documento dell’opposizione. Quindi, niente intesa.

Il presidente Maduro ha voluto firmare il documento presentato dall'Opposizione e continua a sostenere che firmerà soltanto quello presentato dal gruppo governativo.
Il presidente Maduro non ha voluto firmare il documento presentato dall’Opposizione e continua a sostenere che firmerà soltanto quello presentato dal gruppo governativo.

Tuttavia, il presidente Medina ha informato che invierà in Venezuela la nuova proposta ma crede improbabile che ci sia una risposta, anche se Maduro si è detto disposto “a continuare il negoziato” e l’opposizione ha chiesto di “non chiudere la porta del dialogo.” Parole dette al vento, a quanto pare.

Insomma, il presidente venezuelano è disposto a compiere le clausole del “suo” negoziato ma l’opposizione sostiene che con quel tipo di accordo non si risolveranno i problemi che vive il paese.

Perciò non c’è punto d’incontro tra le parti. E persino Rodríguez Zapatero ha considerato che l’alternativa al fallito negoziato è “straordinariamente negativa.”

Le richieste del gruppo democratico

Il MUD ha twittato il contenuto della loro proposta. Tra le richieste del MUD spicca quella delle garanzie elettorali per un processo trasparente. E questo significa anche accettare la presenza di una delegazione internazionale diretta dall’ONU.

Inoltre, la liberazione dei prigionieri politici è un tema che rimane sul tavolo. E non soltanto, si chiede di togliere le inabilitazioni ai politici di opposizione, e legalizzare i partiti MUD, PJ e VP che sono stati esclusi dai comizi. Non manca la richiesta di indipendenza dei poteri e prendere azioni concrete a livello economico che aiutino a risolvere la scarsità e la crisi inflazionaria.

Il MUD ha twittato il contenuto della loro proposta
Il MUD ha twittato il contenuto della loro proposta

Sembra che l’unico punto condiviso sia stato quello attinente al ricupero dell’Esequibo per il quale le due parti si trovano d’accordo e si riferiscono all’Accordo di Ginevra del 1958.

Borges ha twittato che “se non abbiamo firmato è stato perché abbiamo considerato che il contenuto non è degno del popolo venezuelano. E il popolo deve avere la piena fiducia che non firmeremo mai niente che non sia all’altezza dei venezuelani.”

Se il governo non avesse paura ad indire delle elezioni pulite, avrebbe firmato il documento – ha assicurato il deputato.

Difatti, Borges sostiene che c’è una notevole differenza tra le clausole delle due proposte: “Non è lo stesso leggere “procureremo avere l’osservazione internazionale” a esigere che tipo di osservazione internazionale sarà e che cosa esattamente farà.

L’appoggio di Voluntad Popular

Il partito Voluntad Popular aveva ripetutamente chiesto di non firmare intese che fossero contrarie al bene del paese e perciò ha sostenuto la decisione presa dal MUD.

Parole più, parole meno, il loro comunicato sostiene che “la decisione di non convalidare l’accordo da parte del MUD è stata quella corretta e ci troviamo pienamente d’accordo, soprattutto per il bene del paese visto che la dittatura non fa altro che negare le soluzioni alle calamità che vive il popolo.”

Voluntad Popular dice che continueranno a lavorare a favore del cammino delle elezioni trasparenti e libere ma senza che questo voglia significare la loro partecipazione. Si ricordi che Vp è uno dei partiti che è stato escluso dai comizi.

La posizione governativa

Da parte sua, invece, la delegazione del governo ha sostenuto che erano arrivati ad un accordo con la presenza dello spagnolo Rodríguez Zapatero. L’intesa era “Accordo di Convivenza democratica.”

Roy Chaderton ha criticato che l’opposizione volesse protrarre la decisione di firmare perché “una chiamata telefonica” l’ha impedita.

“Noi firmeremo perché siamo di parola e poi consegneremo il documento al presidente Danilo Medina, il cancelliere Miguel Vargas e a Rodríguez Zapatero.”

“Andremo ad elezioni in cerca di voti perché è questo che si fa in democrazia, e il Venezuela è un paese solidamente democratico” ha ribadito Jorge Rodríguez.

Giancarla Marchi