Dalle staminali il vaccino “jolly” contro più tumori

Bene i primi test sui topi contro cancro seno, polmone e pelle

MILANO. – Le cellule staminali diventano l’arma segreta per un nuovo vaccino anti-cancro ‘jolly’, capace di addestrare il sistema immunitario a combattere diversi tipi di tumore in un colpo solo: mammella, polmone e pelle sono quelli contro cui si sono ottenuti i primi successi nella sperimentazione sui topi, condotta nei laboratori californiani della Stanford University utilizzando cellule staminali indotte, cioè geneticamente riprogrammate a partire da cellule adulte di pelle o sangue.

I risultati, pubblicati sulla rivista Cell Stem Cell, aprono la strada verso nuove strategie anti-cancro personalizzate, messe a punto con le cellule degli stessi pazienti. “Sebbene resti ancora molto da fare, il concetto di per sé è semplice: consiste nel prendere il sangue del paziente, produrre le staminali indotte e poi iniettarle per prevenire il cancro. Sono davvero entusiasta per le possibilità che si apriranno in futuro”, afferma il coordinatore dello studio, Joseph Wu.

L’obiettivo del suo team è quello di sviluppare un vaccino preventivo contro diversi tipi di tumore, ma anche un’immunoterapia da affiancare alle terapie tradizionali (chirurgia, chemio e radioterapia) per consolidarne i risultati.

La chiave per questa lotta personalizzata ai tumori sono proprio le staminali indotte: premiate con il Nobel nel 2012 per le loro enormi potenzialità nella rigenerazione di organi e tessuti, ora dimostrano di avere applicazione anche nella lotta contro il cancro.

Sono infatti capaci di ‘addestrare’ il sistema immunitario a riconoscere diversi tipi di tumore perché sulla loro superficie presentano molte proteine comuni a diversi tipi di cellule neoplastiche impazzite. Sfruttate per questa loro somiglianza con il ‘nemico’, le staminali sono state prima irradiate (per impedirne la proliferazione) e poi sono state unite ad un frammento di Dna batterico innocuo per la salute ma utile a potenziare la risposta immunitaria.

Il vaccino così ottenuto è stato quindi iniettato una volta alla settimana per un mese nei topi, a cui poi sono state impiantate delle cellule di tumore della mammella: come risultato, sette topi su dieci hanno mostrato una riduzione delle dimensioni del tumore, e due in particolare lo hanno eliminato completamente, sopravvivendo per più di un anno. Effetti simili sono stati ottenuti anche per il cancro del polmone e della pelle.

(di Elisa Buson/ANSA)