Almagro: “Nessun paese deve ignorare quello che succede in Venezuela”

Luis Almagro, Segretario Generale dell'Osa
E così Almagro continua la sua battaglia contro il governo di Nicolás Maduro e invia un rapporto sui crimini di lesa umanità in Venezuela.

CARACAS – Per Luis Almagro, Segretario Generale dell’Osa,  il governo di Maduro è una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale. Perciò altre misure punitive vanno prese. E ribadisce che le misure non danneggiano la popolazione venezuelana ma vanno dirette soltanto contro chi ha saccheggiato il paese.

Dinnanzi ad una platea di dissidenti e difensori dei Diritti Umani a Ginevra, Almagro ha dichiarato: “Le sanzioni sono lo strumento diplomatico più forte che abbiamo per manifestarci contro il regime di Maduro. Chiedo perciò, se ne impongano di più e di più solide.”

Il diplomatico ha precisato che “La sanzione più terribile per il popolo venezuelano è una rielezione del presidente Maduro nei prossimi comizi, perché significa altri sei anni di repressione e dittatura, di fame, malattia e privazione dei diritti umani.”

Almagro ribadisce che le misure non danneggiano la popolazione venezuelana ma vanno dirette soltanto contro chi ha saccheggiato il paese
Almagro ribadisce che le misure non danneggiano la popolazione venezuelana ma vanno dirette soltanto contro chi ha saccheggiato il paese

Il segretario ha chiesto ai paesi presenti di non scudarsi dietro il principio di “non intervenzionismo” mentre il regime si incarica di eliminare i diritti dei cittadini. “Vi chiedo, invece, di utilizzare tutti gli strumenti che disponete per porre fine all’oppressione in Venezuela.”

“Il Venezuela è una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale e nessun paese deve ignorarlo” ha ribadito, difendendo la sua posizione, nel ruolo di segretario dell’OSA, chiaramente contrapposta al governo venezuelano. “Unica organizzazione internazionale che ha parlato a voce alta sulla crisi venezuelana” ha detto Almagro.

L’Ecuador non si oppone alla presenza di Maduro al Summit

Nonostante l’approccio di condanna di Almagro nei confronti del governo venezuelano e la posizione del Gruppo di Lima riguardo la presenza di Maduro al Summit delle Americhe, l’Ecuador fa sapere che non si oppone.

La vicepresidente del paese sudamericano María Alejandra Vicuña, pensa che il Venezuela deve essere presente al Summit di aprile.

“È importante che il Venezuela ci sia, per ascoltare le differenti posizioni, le raccomandazioni e i suggerimenti che si possono fare. Non siamo a favore di nessuna intervenzione di nessun tipo” ha chiarito la Vicuña.

E la posizione del presidente ecuadoriano Lenin Moreno è che al Summit ci devono essere tutti, quindi anche il Venezuela.

Washington rifiuta dialogo Maduro-Trump

Mentre iniziano a farsi sentire le voci a favore della presenza di Maduro in Perù, la Casa Bianca annuncia il rifiuto di un possibile incontro tra Maduro e il presidente americano Donald Trump.

EFE raccoglie la reazione di un portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca al tweet di Maduro nel quale si richiedeva a Trump di “iniziare un dialogo Caracas-Washington.”

Ma la risposta americana è stata simile a quella data il passato agosto. “Il presidente americano si comunicherà con l’omologo venezuelano quando si sarà ristabilita la democrazia nel paese caraibico.”

Pure gli USA sono d’accordo con il Gruppo di Lima riguardo la decisione presa dal governo peruviano di non accettare la presenza di Maduro al Summit. E ancora non si sa se Trump ci andrà. Intanto, però, il cancelliere venezuelano ha ribadito che il presidente venezuelano sta pianificando la sua visita al Summit delle Americhe.