Montenegro: ex militare anti-Nato attacca l’ambasciata Usa

Lancia bomba, poi si fa esplodere. Esclusa pista terrorismo

BELGRADO. – Il Montenegro ha vissuto una giornata convulsa piena di paura e tensione dopo che la notte scorsa un uomo ha attaccato l’ambasciata americana a Podgorica lanciando prima una bomba a mano contro l’edificio e suicidandosi subito dopo facendosi esplodere con un secondo ordigno. L’attentatore è stato identificato in Dalibor Jaukovic, 43 anni, un ex militare dell’Esercito jugoslavo (Jna) insignito di una onorificenza nel 1999 dall’allora uomo forte serbo Slobodan Milosevic.

Procura e polizia, sulla base delle indagini condotte finora, hanno escluso la pista terroristica, anche se non si conoscono le vere motivazioni del gesto estremo dell’ex militare, che non risulta aver avuto un passato criminale. In una delle foto postate sul suo profilo Facebook, Jaukovic mostra il riconoscimento firmato da Milosevic per il suo contributo nella lotta contro la Nato durante i bombardamenti sulla Serbia, che allora era legata nell’Unione con il Montenegro.

Nel maggio 2017, poco prima dell’adesione formale del Montenegro all’Alleanza atlantica (avvenuta a inizio giugno), Jaukovic – nato a Kraljevo (Serbia) ma residente a Podgorica – aveva scritto ‘No alla Nato’. Un amico di famiglia, citato dai media locali, ha definito Dalibor Jaukovic ‘un buon patriota’. “Non so cosa abbia potuto spingerlo a compiere quel gesto”, ha detto.

Subito dopo l’attacco, avvenuto mezz’ora dopo la mezzanotte, la polizia ha isolato l’intera zona intorno all’ambasciata Usa, che ha invitato i cittadini americani a evitare di recarsi sul posto per ragioni di sicurezza. L’ambasciata, che ha ringraziato il governo montenegrino e la polizia per la collaborazione, ha fatto sapere che tra il personale nessuno ha riportato danni. Anche la sede diplomatica non ha registrato danni materiali.

Una ferma condanna dell’attentato è venuta oltre che dal governo di Podgorica, anche dal presidente Filip Vujanovic. Il Montenegro, piccolo Paese balcanico con poco più di 600mila abitanti situato sulla costa adriatica, è indipendente dal 2006, quando con un referendum si separò dall’Unione con la Serbia. Nel giugno dello scorso anno ha aderito alla Nato, nonostante le forte contrarietà della Russia, storico alleato del Paese slavo ortodosso.

Dal 2012 il Montenegro è impegnato nel negoziato di adesione all’Unione europea. A Podgorica è in corso un processo a carico di varie persone, compresi due cittadini russi, accusati del tentativo di un colpo di Stato nell’ottobre 2016, nel giorno delle elezioni parlamentari, con l’obiettivo di impedire l’adesione del Montenegro alla Nato.