La Catalogna ridiventa “spagnola”, unionisti al 53%

Sfilano mano nella mano con la bandiera spagnola e della Catalogna.(ANSA/AP Photo/Emilio Morenatti)

MADRID. – Dopo anni di trasporto per l’indipendenza il cuore della Catalogna ribelle ridiventa spagnolo: cosi indica per lo meno l’ultimo sondaggio del Centro studi Ceo della Generalità, secondo il quale ora una maggioranza della popolazione ha scelto, ma per la Spagna. A quattro mesi dalle giornate infuocate del referendum sull’ indipendenza del 1 ottobre, delle manifestazioni oceaniche per la ‘repubblica’, proclamata il 27 ottobre, ma senza alcun effetto, e della durissima repressione decisa in risposta da Madrid, crolla la simpatia per la secessione.

Il 48% dei catalani era per la repubblica in ottobre, contro un 43% di contrari. Ora il ‘si’ alla repubblica è crollato invece al 40% mentre gli unionisti ora sono maggioranza assoluta, il 53%, per la prima volta da 10 anni. Il campo indipendentista paga visibilmente errori e divisioni dei suoi leader – incapaci di gestire il dopo-referendum e la simpatia suscitata nel mondo dalla violenza della polizia spagnola contro gli elettori – e di opporsi alla decapitazione delle istituzioni decisa da Madrid, e ora litigiosi su come ricostituirle.

A due mesi dalle elezioni del 21 dicembre, vinte dagli indipendentisti, la Catalogna è sempre paralizzata dallo scontro fra la lista del presidente deposto Carles Puigdemont, in esilio in Belgio inseguito da mandato di cattura spagnolo, e Erc di Oriol Junqueras, l’ex-vicepresidente in carcere a Madrid.

L’ostinazione di Puigdemont a esigere di essere rieletto a distanza per non rischiare l’arresto, nonostante il veto di Madrid, paralizza i negoziati per la formazione del nuovo governo e rischia di riportare il paese alle urne. Prolunga inoltre il commissariamento della Catalogna, gestita direttamente da Madrid da povembre.

Puigdemont avrebbe accettato una ‘rielezione’ simbolica a Bruxelles, e di designare un candidato presidente ‘effettivo’, ma chiede la garanzia di essere lui a guidare il governo dal Belgio. Una richiesta che i repubblicani di Junqueras non accettano. I ‘giochi politici’ fra i vertici indipendentisti, mentre la Catalogna rimane senza istituzioni penalizzano secondo il sondaggio Ceo Puigdemont che se si votasse oggi perderebbe seggi nel Parlament e subirebbe il sorpasso di Erc per il primo posto nel campo della ‘repubblica’.

(di Francesco Cerri/ANSA)