Parkland: Vice sceriffo “codardo”, poteva evitare la strage a scuola

Era l'unica guardia armata nel campus in Florida ma non ha agito

WASHINGTON. – “Un codardo” che ha fatto “un pessimo lavoro”: così Donald Trump ha definito il vice sceriffo Scot Peterson, l’unica guardia armata del liceo di Parkland (Florida) che, nonostante i suoi 32 anni di servizio, si è messa al sicuro all’esterno della scuola anziché entrare ed affrontare Nikolas Cruz mentre uccideva 17 suoi ex compagni.

Il comportamento di Peterson, che si è dimesso solo dopo essere stato incastrato dalle immagini della video sorveglianza, allunga la lista dei fallimenti delle autorità che avrebbero potuto prevenire la strage e indebolisce la controversa proposta del presidente di armare gli insegnanti, rilanciata oggi insieme all’ipotesi di rivedere la politica delle gun-free zone anche per le basi militari.

“Non è mai entrato, non ha fatto nulla”, ha ammesso in conferenza stampa un “devastato” sceriffo Sheriff Israel. “Non ci sono parole”, ha aggiunto quasi tra le lacrime. Il video, corroborato anche da testimoni, mostra Peterson che resta fuori della scuola dopo l’inizio della sparatoria, cercando riparo dietro una colonna di cemento. Altri due vice sceriffi sono stati messi a mezzo servizio per aver ignorato le dritte degli ultimi due anni sulla pericolosità di Cruz, ha riferito Israel, ammettendo inoltre che il suo ufficio aveva ricevuto ben 23 telefonate sul giovane negli ultimi dieci anni, senza però dare alcun seguito.

Il fallimento include l’Fbi, che non ha indagato su almeno due segnalazioni, e pure i servizi sociali locali, che avevano giudicato il ragazzo non pericoloso nonostante i suoi noti comportamenti. A questo si aggiunge il sistema di video sorveglianza del liceo che, trasmettendo in ritardo di 20 minuti, ha ‘depistato’ i primi agenti intervenuti.

Trump ha confermato che vuole continuare ad ascoltare le proposte del Paese ma intanto ha rilanciato le sue in un discorso dai toni fortemente elettorali alla Conservative Political Action Conference (Cpac), la più importante assemblea degli attivisti conservatori americani, che lo ha accolto con ovazioni quando ha snocciolato i traguardi del suo primo anno di presidenza, “quella di maggior successo nella storia”.

A loro ha chiesto di “mantenere l’entusiasmo” per vincere anche nelle elezioni di midterm e difendere il secondo emendamento sul diritto alle armi “che i democratici vogliono cancellare”. “Dichiarare le nostre scuole ‘gun-free zone’ mette i nostri studenti in maggior pericolo”, ha spiegato, suggerendo “misure di buonsenso che proteggeranno i diritti degli americani che rispettano le leggi e nello stesso tempo aiuteranno a tenere le armi lontane dalle mani di quelli che pongono un pericolo a se stessi e agli altri”.

Il suo piano, per ora, prevede di addestrare e armare gli insegnanti incentivandoli anche con dei bonus, rafforzare i controlli sui precedenti di chi compra armi, in particolare i malati mentali (anche se uno dei suoi primi atti è stato cancellare la normativa ad hoc di Obama), vietare i bump stock (potenziatori dei fucili semi automatici) e aumentare l’età minima per acquistare armi da 18 a 21 anni.

Tutte proposte, a parte l’ultima, sostenute anche dalla Nra, la potente lobby delle armi che finanzia Trump e tutto il mondo politico ma che ora comincia ad essere scaricata da molte aziende per non finire nell’attuale campagna di boicottaggio. Intanto a fare da apripista è il governatore della Florida Rick Scott, che ha lanciato un pacchetto di riforme comprendente l’innalzamento dell’età minima e la presenza di un poliziotto in ogni scuola pubblica.

(di Claudio Salvalaggio/ANSA)