Siria, Papa: “Basta disumana violenza, aiutare le vittime”

Appello dopo massacri civili Ghuta. Pressione diplomatica S.Sede

CITTA’ DEL VATICANO. – Papa Francesco non assiste inerte ai massacri di civili nel Ghuta orientale, in Siria, e lancia un “appello accorato” per la fine immediata delle violenze, che giudica “disumane”, e perché si apra la via all’intervento umanitario in favore della popolazione colpita. “In questi giorni il mio pensiero è spesso rivolto all’amata e martoriata Siria, dove la guerra si è intensificata, specialmente nel Ghuta orientale”, ha detto oggi il Pontefice all’Angelus in Piazza San Pietro.

“Questo mese di febbraio – ha proseguito – è stato uno dei più violenti in sette anni di conflitto: centinaia, migliaia di vittime civili, bambini, donne, anziani; sono stati colpiti gli ospedali; la gente non può procurarsi da mangiare…”. “Tutto questo è disumano – ha aggiunto -. Non si può combattere il male con altro male. E la guerra è un male!”.

“Pertanto rivolgo il mio appello accorato perché cessi subito la violenza, sia dato accesso agli aiuti umanitari – cibo e medicine – e siano evacuati i feriti e i malati. Preghiamo insieme Dio che questo avvenga senza indugio”, ha concluso Francesco, che dopo alcuni istanti di raccoglimento in silenzio ha recitato con i fedeli un’Ave Maria.

L’angoscia per la riesplosione del conflitto e il massiccio coinvolgimento dei civili ha spinto il Papa al nuovo appello sulla tragica situazione siriana, che oltre a rappresentare un diretto pronunciamento in favore della “tregua umanitaria” di almeno 30 giorni su cui si è espresso ieri il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, rappresenta l’aspetto ‘pubblico’ di un lavoro diplomatico e di pressione condotto dalla Santa Sede.

“Noi appoggiamo la tregua umanitaria che l’Onu sta chiedendo e su cui non è ancora riuscita a trovare un accordo, la fine della violenza, l’accesso degli aiuti umanitari e infine una soluzione negoziata, stiamo facendo pressione su questi punti”, ha infatti detto ieri il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, riferendo anche della “grande preoccupazione” del Papa, per la “situazione drammatica, disastrosa soprattutto nel Ghuta orientale e in altre regioni come Afrin”.

“Invochiamo il dono della pace per tutto il mondo, specialmente per le popolazioni che più soffrono a causa dei conflitti in atto”, ha anche affermato oggi il Papa in un tweet.

(di Fausto Gasparroni/ANSA)