Presidenziali, contro Maduro solo ex “chavistas”

El mandatario afirmó que el Consejo Nacional Electoral reabrió el proceso de inscripción en el Registro Electoral para los venezolanos que se encuentran dentro y fuera del país
El mandatario afirmó que el Consejo Nacional Electoral reabrió el proceso de inscripción en el Registro Electoral para los venezolanos que se encuentran dentro y fuera del país

CARACAS – Il Dado è tratto. Henry Falcón non demorde nelle sue aspirazioni, gioco d’attacco e d’azzardo. Conferma la sua candidatura registrandola definitivamente presso il Consiglio Nazionale Elettorale. Lo accompagnano nelle sue aspirazioni il partito da lui creato, “Avanzata Progressista”; il “Movimiento al Socialismo”, oggi l’ombra di quello che nacque negli anni ‘70 con Pompeyo Márquez e Teodoro Petkoff, e il partito Copei, quello sorto dalla scissione provocata dallo Tsj.
Henry Falcón, nell’iscrivere la propria candidatura nonostante la decisione del resto dell’Opposizione che ha declinato ogni partecipazione sostenendo che non vi sono le condizioni minime per elezioni trasparenti, ha assicurato che trionferà per garantire una ripresa dell’economia. Non solo, anche per assicurare una migliore qualità di vita dei venezuelani.
– Il popolo – ha detto – non si arrende, dà la battaglia, soffre, cade e si alza di nuovo. Lo slogan è: “Salviamo il Venezuela”.

La reazione del Tavolo dell’Unità

La reazione dell’Opposizione è stata immediata. Il Tavolo dell’Unità Democratica, con una serie di cinguettii, ha fissato la propria posizione sull’argomento. Ha criticato aspramente la decisione del candidato Falcón che, a differenza del resto degli aspiranti, si propone di continuare per la sua strada e sfidare il presidente della Repubblica che punta alla rielezione.
“Venezuela reclama democrazia e unità” si legge in un tweet del Tavolo dell’Unità Democratica.
E ancora:
“Con questo passo, Falcón si allontana dall’unità e dal sentimento democratico dei venezuelani”.
Sebbene il Consiglio Nazionale Elettorale abbia deciso di prorogare i termini della presentazione delle candidature, ormai il gioco è fatto. E le forze schierate in campo, salvo sorprese improbabili d’ultim’ora, non dovrebbero cambiare.
Gli avversari del presidente Maduro, il 22 aprile, sono quattro. Tutti destinati a al ruolo di attori di reparto. Tutti provenienti dalle file del “chavismo”.

Oltre a Henry Falcón, considerato un disertore dal “Partido Socialista Unido de Venezuela”, vi sono Francisco Visconti Osorio, ex militare ed ex “golpista”; Reinaldo Quijada, ingegnere elettronico, l’industriale Luis Alejandro Ratti e Javier Bertucci, un protestante già in carcere per truffa e di cui si fa il nome nei “Panama Papers” .

Fatta eccezione per Falcón che è stato Governatore dello Stato Lara, tutti illustri sconosciuti. Considerate delle comparse senza importanza, c’è chi addirittura si azzarda a speculare che la loro partecipazione sia solo una messa in scena imbastita dal “chavismo” per dare una parvenza di democraticità alle prossime elezioni. Anche Henry Falcón appare come un “pedone” nella partita a scacchi in cui il presidente Maduro è senz’altro il “Re”.

Le opinioni di Nicmer Evans

Mentre i candidati, ora, studiano le strategie per non farsi schiacciare dalla potente macchina elettorale del “chavismo” che domina tutti i poteri, compreso quello elettorale; c’è chi elabora l’ipotesi di un’alleanza tra Opposizione e “chavismo dissidente”. E’ questo il caso del politologo Nicmer Evans che, in un’intervista concessa a “Union Radio” ha criticato la decisione del Tavolo dell’Unità Democratica di ritirarsi sull’Aventino, invece di promuovere una “grande intesa” tra tutte le forze politiche contrarie al presidente Maduro, “chavismo dissidente” compreso.

Nicmer Evans
Nicmer Evans

– Non ci saranno mai le condizioni per elezioni democratiche e trasparenti – ha affermato il politologo -. La logica indica che è necessario condizionare. E su questo possiamo essere d’accordo con Falcón. Ma la sua candidatura non è il risultato di un ampio consenso. Non invita all’unione. Partecipare alle elezioni è sempre meglio che restare a braccia conserte.
Evans ha insistito sulla necessità di una candidatura unitaria e sulla partecipazione anche a costo “della sconfitta”.
– Il governo – ha proseguito – ha dimostrato in maniera sistematica d’alterare qualunque elemento che possa promuovere una elezione trasparente. Ciononostante, il trionfo, con una candidatura e un team unitario, è possibile.
Stando in Evans al Tavolo dell’Unità Democratica è mancata la reale volontà di unire forze per un programma e un obiettivo comune.
I giochi, comunque, son fatti. E, in queste condizioni, il trionfo del presidente Maduro scontato.