Il MUD chiede a Falcón di ritirare la sua candidatura

Il Tavolo dell’Unità Democratica ha chiesto a Henry Falcón di non giocare le carte chelo stesso Madurogli propone
Il Tavolo dell’Unità Democratica ha chiesto a Henry Falcón di non giocare le carte chelo stesso Madurogli propone

CARACAS.-Henry Falcón è ancora in tempo per ritirarsi dalla corsa elettorale contro il presidente Nicolás Maduro. Questo è quanto crede il partito dell’unità democratica che chiede inoltre di non seguire “il gioco” del presidente. Juan Pablo Guanipa, dirigente di PJ, lo ribadisce sostenendo che Falcón può ancora rettificare.

“Se Henry Falcón ha commesso un errore, come sono convinto che l’ha fatto, ha la responsabilità di rettificare, speriamo lo faccia” ha detto Guanipa, a nome del MUD.

Falcón ha iscritto la sua candidatura lo scorso martedì. Con questa mossa l’ex governatore di Lara si discosta dalla decisione presa dalla coalizione di opposizione alla quale lui appartiene. Perché il MUD aveva decisodi non presentarsi aelezioni che non siano trasparenti egarantite.

Stando a Guanipa, Falcón non fa altro che legittimare Maduro “proprio ora quando molti paesi di America Latina, gli Stati Uniti e la UE avvertono che non riconosceranno comizi senza la partecipazione dell’opposizione.” Guanipa sostiene che Falcón, così facendo, “fa il gioco di Maduro che vuole soltanto condurre eternamente un paese che ha portato all’abisso.”

Ma Falcón, ex governatore di Lara ed ex filogovernativo, non cambia idea.

Le condizioni sono migliorate

Addirittura per il dirigente del partito Avanzada Progresista (AP), le condizioni sono meglio di quelle del 2015 quando l’opposizione ha vinto le parlamentari. Perciò crede lecito presentarsi.

Anche se ammette che il governo ha fatto di tutto per dividere e non unire, secondo lui il 70% della popolazione vuole andare alle urne. Dunque, meritano eleggere.

Falcón sostiene che i leader politici promotori dell’astensione non hanno un vero piano di governo. E ribadisce che l’accordo sulle garanzie elettorali sottoscritto dal governo con il suo partito permette migliori condizioni elettorali.

L’ex governatore di Lara, intervistato in Unión Radio, ha ribadito che le condizioni sono migliori di quelle del 2015.

“L’ONU non è mai venuta ad osservare le elezioni ed ora si chiede che lo faccia.”

Se Falcón esce vincitore dalle presidenziali promette di iniziare un “processo di intendimento tra tutti i settori, senza persecuzioni, per risolvere la crisi.”

Per le presidenziali si sono iscritti, oltre a Falcón, anche altri tre candidati sconosciuti finora ed ex chavistas come Reinaldo Quijada, Alejandro Ratti e Francisco Visconti e persino un pastore evangelico Javier Bertucci. Ma il CNE ha ammesso soltanto Falcón, Bertucci e Quijada.

Il MUD rifiuta garanzie elettorali imposte dal CNE

La coalizione di opposizione si è affrettata a chiarire che non ha sottoscritto alcún documento né con il Cne né col governo. Pertanto, ritiene che le “nuove” condizioni elettorali non sono valide
La coalizione di opposizione si è affrettata a chiarire che non ha sottoscritto alcún documento né con il Cne né col governo. Pertanto, ritiene che le “nuove” condizioni elettorali non sono valide

Il documento al quale si riferisce Falcón è un accordo firmato con il governo e sostenuto anche da una parte dissidente di COPEI e dal MAS, partiti  che hanno postulato la candidatura dell’ex governatore.

Ma in questo accordo non si includono tutte le richieste di garanzia fatte dal MUD tra le quali, la sostituzione degli attuali rettori del CNE, considerati di parte governativa.

La coalizione di opposizione si è affrettata a chiarire che non ha sottoscritto tale documento. E pertanto, le “nuove” condizioni elettorali non sono valide.

Il MUD aveva inviato a Maduro una comunicazione che richiudeva quanto era stato richiesto durante le riunioni in Dominicana. Ma l’accordo firmato tra governo e il partito Avanzada Progresista di Falcón, non rispecchia per nulla le esigenze fatte dal MUD, tra le quali manca un nuovo CNE equilibrato e l’abilitazionedel partito Voluntad Popular e Primero Justicia. Forse i due più grandi partiti dell’opposizione, ambedue estromessi da Maduro.

Fonti vicine al MUD hanno riferito che le riunioni con Jorge Rodríguez ed altri rappresentati dell’esecutivo hanno mantenuto il 20 maggio come nuova data per le presidenziali anche se si era pure parlato del 27 maggio o il 17 giugno.

Secondo la coalizione di opposizione, siccome il governo non è arrivato ad accordi con la data delle presidenziali, ha riproposto le mega elezioni, includendo ora le regionali e le municipali, per riattivare la “messinscena elettorale” senza, però, riferirsi alle parlamentari -ha detto un dirigente di AD.

Le condizioni sono unilaterali

Il MUD insiste che l’accordo è stato preso soltanto dal gruppetto di Falcón ed ilgoverno, ma immancabilmente, Jorge Rodríguez doveva smentirlo. Rodríguez sostiene che sono arrivati alla firma dopo varie riunioni con l’opposizione nelle quali ha partecipato anche Henrique Capriles.

“Abbiamo discusso un accordo,che è inoltre “la colonna vertebrale” di quello di Dominicana” ha sostenuto Rodriguez.

L’accordo, avallato dalla ANC, prevede l’osservazione dell’ONU, uso equo dei mezzi di comunicazione, riunioni tra i candidati e i militari del Plan Republica, riapertura dei centri elettorali che sono stati dislocati nelle ultime elezioni, eauditing tecnico come quello delle elezioni del 2012.

Voluntad Popular non riconosce i comizi

Malgrado  gli sforzi del governo in ambito elettorale, il grosso dell’opposizione non  cede. Voluntad Popular ha chiesto a Falcón e gli altri di rettificare la loro posizione. E sostiene pure che il cambio di data è stato fatto dal governo con l’intenzione che “la vera opposizione” cambi idea e si presenti alle elezioni per legittimare Maduro.

Ma il partito di Leopoldo López non cambia idea. “Cambiare la data senza le dovute condizioni e con prigionieri politici non cambia nulla, noi non convalidiamo questa frode elettorale.”

E riguardo il loro leader, Leopoldo López, VP ha inoltre condannato che il Sebin continui a intimidire la famiglia López, appostandosi davanti la casa del prigioniero politico senza  tregua.

Altre reazioni

Le reazioni  di molti oppositori non si sono fatte aspettare. Delsa Solórzano di Un Nuevo Tiempo ha twittato il suo disaccordo con il cambio della data, sostenendo che non condivideva la data del 22 aprile ma non è d’accordo con quella del 20 maggio perché il problema non è la data ma bensì la frode elettorale.

Ecarri dal canto suo, afferma che il CNE riconosce soltanto 150.000 elettori all’estero, una cifra non reale perché fuori ci sono quasi 4 milioni di venezuelani.

E non poteva mancare Maria Corina Machado, che nonostante sia d’accordo come il resto di non riconoscere i comizi di maggio, insiste che non bisogna perdere di vista il vero obiettivo che è quello di uscire da “questa narcodittatura.”