Pensionata uccisa, accoltellata da ex vicino per poco oro

pescara
Gli hanno sparato due volte,niente colluttazione,nessun indagato

MILANO. – L’ha uccisa per pochi grammi di oro: una fede nuziale, un orologio, una collanina e un solo orecchino. Non ha infatti potuto staccare l’altro dall’orecchio della vittima perché c’era troppo sangue attorno. E’ una rapina finita male quella che ha portato all’arresto di Renato Modugno, di 53 anni, che è stato arrestato dai carabinieri per l’omicidio di Antonietta Migliorati, la pensionata di 73 anni uccisa il 17 agosto scorso nella sua abitazione in via Belvedere, a Rho (Milano).

Gli investigatori sono arrivati al presunto assassino ricostruendo le presenze nel palazzo all’ora del delitto, tra le 16.15 e le 17, ma a incastrarlo definitivamente sono state le tracce biologiche trovate sulla vittima dagli specialisti del Ris. Modugno ha precedenti per rapina e furto risalenti alla metà degli anni Ottanta, e attualmente vive a Varese ma per molto tempo è stato il vicino della Migliorati.

Assieme alla ex moglie, infatti, ha abitato al piano superiore e, sebbene non ci fossero rapporti, si conoscevano bene di vista. Dopo la separazione infatti Modugno ha continuato a frequentare lo stabile per stare vicino al figlio. La richiesta di arresto è stata inoltrata dai pm Antonio Cristillo e Laura Pedio il 30 ottobre scorso, e l’autorizzazione del pm Marco Del Vecchio è arrivata nella serata di ieri ed è stata eseguita stamattina dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Monza e della compagnia di Rho.

Modugno è stato catturato proprio nell’appartamento della ex compagna, dove in questi giorni stava dormendo per poter stare con il figlio. L’arma del delitto non è stata ancora trovata ma la ricostruzione di quel giorno è quasi del tutto chiara. Modugno è entrato a casa della pensionata (non è stato precisato se si sia introdotto di nascosto o se sia riuscito a farsi invitare dentro), e l’ha aggredita in salotto colpendola a mani nude. La donna ha tentato di difendersi come ha potuto, forse ha provato a nascondersi in bagno. Qui le ha sferrato nove coltellate, e quando era ormai inerme le ha tolto gli ori che indossava e ha portato anche quelli trovati in giro.

Il 53enne aveva bisogno di soldi: la banca gli aveva negato un prestito da 3.100 euro a luglio, poche settimane prima dell’omicidio. Il profilo criminale è emerso chiaro anche nelle intercettazioni, dato che in più occasioni ha usato con l’interlocutore di turno un tono minaccioso ripetendo di essere armato e pronto a tutto perché “non ho niente da perdere”.

Nel corso delle indagini gli inquirenti si sono imbattuti in un altro filone che riguarda un giro di spaccio in cui Modugno era pienamente coinvolto. Il suo nome e quello di altre persone è finito nel registro degli indagati per traffico di droga ma in un altro fascicolo.

(di Salvatore Garzillo/ANSA)