Elezioni, esperto Brookings: “Ora Italia e Usa più vicini”

Matteo Garavoglia, ha appena concluso il programma italiano per una fellowship al Brookings Institution di Washington

WASHINGTON. – “La destra e i populisti italiani sono ideologicamente relativamente simili alla filosofia ‘America First’ del Presidente Trump. Nell’immediato e in termini superficiali, questo potrebbe servire a facilitare i rapporti tra Roma e Washington. Sul medio periodo e in termini più sostanziali questa vicinanza ideologica sarà però meno rilevante di quanto possano essere le eventuali coincidenze o differenze che si verranno a riscontrare nelle politiche estere dei due paesi”.

Lo ha detto in una intervista all’ANSA l’analista Matteo Garavoglia, che ha appena concluso il programma italiano per una fellowship al Brookings Institution di Washington ma che continua a lavorare al Centro Studi Internazionali dell’Università di Oxford e in altre prestigiose istituzioni.

Una somiglianza ideologica che suggerisce analogie tra il trionfo alle presidenziali Usa di Trump e quello delle forze di destra e populiste in Italia? “La somiglianza fondamentale tra le ultime elezioni americane e quelle italiane si riscontra nella vittoria delle forze anti-sistema. Ieri Donald Trump si presentava come colui che avrebbe spazzato via le élites e l’establishment di Washington. Oggi, il Movimento Cinque Stelle e la Lega si propongono come coloro che sono pronti a rimpiazzare il vecchio duopolio destra-sinistra”.

Uno specchio di quanto sta accadendo in Italia? “Queste elezioni rispecchiano perfettamente lo stato in cui si ritrova il Paese. Il dibattito politico è stato provinciale e superficiale. I cittadini sono disperatamente alla ricerca di un cambiamento e disposti a cercarlo ovunque questo si possa profilare. Le forze anti-sistema e populiste hanno fatto piazza pulita di quel che rimaneva di centro-sinistra e centro-destra”.

Timori di contraccolpi in Europa? “Non necessariamente. Bisognerà capire chi formerà il governo e con quali rapporti di forza. Un governo costituito dal Movimento Cinque Stelle e dalla Lega sicuramente spaventerebbe i partner Europei. Ma un governo formato dal Movimento Cinque Stelle con altri partiti più moderati della Lega oppure uno costituito da Berlusconi assieme alla Lega sarebbero visti come relativamente ‘gestibili’ da Bruxelles. Sia Berlusconi che i Pentastellati si sono nelle ultime settimane molto adoperati per ammorbidire le loro pulsioni anti-europee ed apparire più affidabili ai partner europei”.

Previsioni sul futuro governo italiano? “Nessun partito ha in numeri per governare e nuove alleanze dovranno essere costituite dal nulla. Il prossimo governo italiano sarà debole, instabile, percorso da continue contraddizioni e tensioni interne. L’Italia però non affonderà subito. Continuerà ad imbarcare acqua andando alla deriva. Fino a quando sarà definitivamente sommersa o salvata da nuovi marinai”.