Elezioni: Boccia, M5s non fa paura. Marchionne, passate di peggio

Sergio Marchionne: "Passate di peggio"

ROMA. – Con il faro guida di Piazza Affari che dà segnali di sicurezza (+1,75% in chiusura a Milano l’indice Ftse-Mib) sono all’insegna della cautela le reazioni sull’esito del voto dal mondo dell’economia e della finanza. Nessun tono di allarme anche se non mancano i richiami ai rischi di governabilità del Paese e ad evitare – un imperativo per il mondo delle imprese – passi indietro sul percorso di riforme.

Mentre dall’estero il Financial Times vede una “Italia in rotta di collisione con l’Ue” il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, avverte che “più che parlare di linea anti europeista dobbiamo trasformarla in una linea europeista a grande trazione di riforma”.

E del risultato elettorale dice: “I 5 Stelle non fanno paura, valutiamo i provvedimenti, stiamo parlando di partiti democratici. L’importante è che si assicuri un Governo al Paese” e che “non si cambino provvedimenti che hanno avuto effetti sull’economia reale”.

Il leader degli industriali ricorda il recente percorso politico in Francia e Germania e, di fronte a “condizioni di costante incertezza in Italia”, esprime “l’auspicio che i partiti facciano un atto di grande responsabilità nell’interesse del Paese”.

E’ senza giri di parole, come di consueto, il commento dell’A.d. del gruppo Fca, Sergio Marchionne: “Salvini e Di Maio non li conosco, non mi spaventano. Paura del M5S? Ne abbiamo passate di peggio”. E afferma di avere “grande fiducia nel futuro del Paese, credo che ce la farà” – dice – sicuro che “troveremo la strada per andare avanti. Mattarella ha un grande lavoro da fare. Sostituire il mio giudizio al suo sarebbe una grande calcolata”.

“Le elezioni sono un processo democratico che va rispettato” dice l’A.d di Unicredit Jean Pierre Mustier: “Ci sarà un governo democratico e secondo noi la crescita proseguirà”.

Dal sindacato l’ex leader delle tute blu Fiom, il segretario confederale Cgil Maurizio Landini, sottolinea quanto sia “emerso con chiarezza che le politiche fatte dal governo che abbiamo avuto non hanno il consenso del Paese” e che “da questo voto emerge un fatto storico: c’è una crisi drammatica delle forze della sinistra o che si richiamavano alla sinistra”.

Per la Cisl in un Paese che “ha bisogno di un governo stabile” e di “un piano di riforme economiche condivise con le parti sociali”, avverte Annamaria Furlan, bisogna ora “affidarsi alla saggezza, al senso di equilibrio ed al ruolo di garante della Costituzione rappresentato dal Presidente della Repubblica per una soluzione che dia continuità alla crescita del Paese. Ci aspettiamo – sottolinea – che tutte le forze politiche dimostrino senso di responsabilità e generosità” per “trovare una soluzione che dia le più ampie garanzie alla necessaria governabilità del Paese”.

Ed anche il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, si affida “ai compiti istituzionali ed alla saggezza” di Sergio Mattarella: “Il voto di domenica ci consegna un quadro chiaro nei suoi esiti, ma indefinito nelle conseguenze di governo”, dice: “Non sarà facile sciogliere questo nodo”.