Ue teme guerra dazi. Marchionne: “Vincerebbero Usa”

E' già pronta black-list prodotti americani se Trump va avanti

BRUXELLES. – L’Ue è pronta alle contromisure per ‘stangare’ i prodotti americani, ma teme la guerra dei dazi con gli Usa perché nei conflitti commerciali “non ci sono vincitori ma solo vinti”. E spera che Donald Trump venga convinto a fare marcia indietro e a lasciare fuori l’Europa, alleata storica anche sul fronte sicurezza con la Nato, da misure protezionistiche non giustificate dai fatti. Anche perché, ha avvertito l’ad di Fca Sergio Marchionne, “se si dovesse fare la guerra dei dazi fino alla fine, vincerebbe l’America”, perché “importa più di quanto esporta”.

Bruxelles ha già messo nero su bianco una lunga lista di prodotti ‘made in Usa’ siderurgici, agroalimentari, tessili e industriali di vario tipo – dalle Harley al burro di arachidi e ai cereali sino ai jeans Levi’s e al whisky – su cui scatterebbero tariffe doganali per un totale di circa 2,8 miliardi di euro, pari ai danni stimati che infliggerebbero all’economia europea i dazi americani rispettivamente al 25% e 10% su acciaio e alluminio.

Menzionati nella ‘lista nera’ Ue non sono singoli brand, ma intere categorie di prodotti. Questa deve ora ricevere l’ok dai 28 e, se scatteranno le misure Usa, potrà diventare operativa in poche settimane. Pronta anche una procedura davanti al Wto, su cui la Commissione si sta coordinando con altri Paesi, e misure di salvaguardia se l’acciaio Usa dovesse invadere il mercato Ue.

I toni di Bruxelles, però, sono più un invito a ripensarci e un’espressione di timore per le conseguenze catastrofiche di una scelta americana protezionistica di questo tipo che un grido di battaglia. “Speriamo di poter evitare una disputa che non è nell’interesse di nessuno” perché “una guerra commerciale non ha vincitori, solo vinti”, ha avvertito la commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem.

Questa ha ribadito ancora una volta la disponibilità a “fare tutto il possibile per offrire dialogo” agli Usa, la cui decisione “non è basata sui fatti” ma da “motivazioni economiche camuffate” dietro il paravento della sicurezza nazionale. A farle eco il presidente Ue Donald Tusk: “Le guerre commerciali sono brutte e facili da perdere”.

E’ già preoccupato, infatti, tutto il comparto europeo legato a siderurgia e automotive, da Federmeccanica all’Acem, l’Associazione europea dei costruttori di moto, secondo cui è a rischio l’occupazione nel settore in Italia. E per Coldiretti, una guerra commerciale metterebbe a rischio anche 4 miliardi di export agroalimentare ‘made in Italy’.

(di Lucia Sali/ANSA)