Sciopero e presidi a Italiaonline: “No ai licenziamenti”

TORINO. – Sale la protesta dei dipendenti di Italiaonline, la ex Seat Pagine Gialle, che ha annunciato la chiusura della sede di Torino e 400 esuberi. “E’ l’inizio di una battaglia che proseguirà”, avvertono lavoratori e sindacati, che chiedono l'”intervento in prima persona del ministro Calenda”. C’è stato uno sciopero di otto ore con presidi davanti alle sedi della società, domani ci sarà un nuovo stop a Torino.

Il 15 è previsto il cda dell’azienda che darà il via libera al piano di riorganizzazione, illustrato ai sindacati presso Assolombarda, il giorno successivo un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico. A Roma ci saranno il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e la sindaca Chiara Appendino. “Continuate a lottare, se ci facciamo sentire tutti insieme come comunità facciamo la differenza”, ha detto la sindaca al presidio dei lavoratori di Torino, la sede più colpita con 248 licenziamenti e 241 trasferimenti ad Assago.

“Grazie a voi che state lottando, l’invito che faccio come Città è continuare a lottare ogni giorno perché anche la Città non accetta che questa sede chiuda. Noi istituzioni saremo al vostro fianco cercando di far sentire il più possibile la vostra vice”.

“Tutte le istituzioni lavorano in un’unica direzione. Sono stati messi in campo tutti gli strumenti a disposizione per altre imprese, lo faremo anche per voi. Non siete soli”, assicura l’assessore regionale al Lavoro, Gianna Pentenero. Il Pd garantisce il suo impegno sia in Regione sia in Parlamento per salvaguardare l’occupazione nella sede torinese.

“Sarebbe un’azienda florida – sostengono i sindacati – se mettesse nel business lo stesso accanimento che mette contro la sede di Torino. Non è possibile che imprenditori stranieri dopo aver preso soldi dallo Stato svuotino le casse di un’azienda, si distribuiscano 80 milioni di dividendo e poi mettano in mezzo alla strada i lavoratori”.

Il vecchio piano di ristrutturazione è ancora in vigore fino a giugno e prevede la cassa integrazione straordinaria a zero ore e a rotazione. Un intervento che sarebbe dovuto servire per interventi di formazione e per investimenti. “Un comportamento immorale dell’azienda”, sottolinea Cinzia Maiolini della Slc Cgil. “E’ inaccettabile, questo piano deve essere ritirato”, aggiunge Sonia Doronzo, rsu Slc di Italiaonline.

(di Amalia Angotti/ANSA)