Champions: il tocco di Di Francesco, la Roma si scopre grande

Eusebio Di Francesco durante la conferenza di presentazione a Trigoria. ANSA/ANGELO CARCONI

ROMA. – Un giorno di riposo per assaporare meglio il gusto di un traguardo insperato al momento del sorteggio della fase a gironi. Eusebio Di Francesco ha concesso alla Roma 24 ore di pausa dopo la notte magica all’Olimpico. Il successo sullo Shakhtar Donetsk proietta i giallorossi tra le prime otto squadre d’Europa e regala all’abruzzese quella che può considerarsi al momento la soddisfazione più grande della sua carriera da allenatore.

I quarti di finale di Champions, raggiunti dopo aver superato in avvio avversari del calibro di Atletico Madrid e Chelsea, rappresentano un evento dalle parti di Trigoria visto che mancavano da ben dieci anni. Il risultato è merito soprattutto di Di Francesco che ha saputo tenere la barra dritta nel momento di difficoltà attraversato dalla squadra tra fine 2017 e inizio 2018.

Il tecnico ha poi dimostrato di essere tutt’altro che integralista dal punto di vista tattico, alternando al fidato 4-3-3 anche altri moduli. In Champions in particolare la Roma ha adottato il 4-2-3-1 nella sfida d’andata in Ucraina, ma più spesso ha giocato col 4-1-4-1, con De Rossi schermo davanti alla difesa e Dzeko terminale offensivo.

Il capitano e il centravanti sono stati i migliori in campo, ma in generale tutta la squadra ha risposto presente. L’unico apparso in calo è stato il giovane turco Under che dopo aver giocato tanto sembra aver bisogno di un po’ di riposo. Non pervenuto invece Schick, rimasto in panchina anche nel finale quando Di Francesco con l’uomo in più ha scelto di togliere Dzeko inserendo El Shaarawy.

L’utilizzo del ceco, e il suo inserimento negli schemi della squadra, rappresenta un nodo per Di Francesco. E chissà che non riesca a scioglierlo in tempo per l’appuntamento con i quarti, quando il talento di Schick potrebbe tornare utile per continuare a scrivere la storia.

Già chiusa invece la vicenda con protagonista in negativo il giocatore dello Shakhtar Facundo Ferreyra, che ha colpito un raccattapalle reo secondo lui di perder tempo. “E’ stato solo un gesto di rabbia incontrollata da parte del giocatore. È un essere umano anche lui. Grazie a tutti coloro che si sono preoccupati. Tutto bene per fortuna” ha spiegato il 16enne Matteo Cancellieri (che gioca nelle giovanili giallorosse) assolvendo l’attaccante argentino, che comunque aveva anche chiesto perdono via social: “Voglio esprimere le mie scuse per la reazione che ho avuto col raccattapalle durante la partita di ieri e congratularmi con tutta la Roma per la meritata qualificazione”.

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