App d’incontri viola privacy su Hiv, scoppia nuovo caso

ROMA. – Dopo lo scandalo Facebook-Cambridge Analytica, scoppia un altro caso sulla privacy. L’applicazione Grindr – una piattaforma per incontri rivolta al mondo gay – ha infatti condiviso con due società esterne alcune informazioni sensibili degli utenti, tra cui lo status sull’Hiv e la posizione Gps. A scoprirlo è stato un gruppo no-profit norvegese chiamato Sintef, insieme all’emittente svedese Svt. La compagnia ha risposto annunciando di aver interrotto la condivisione dei dati e respingendo similitudini con la vicenda di Cambridge Analytica.

Stando all’indagine scandinava, Grindr avrebbe condiviso i dati sensibili, in forma crittografata, con due aziende che si occupano di ottimizzazione delle app, Apptimize e Localytics. Tra questi dati ci sarebbe quello sull’Hiv. I 3,6 milioni di utenti di Grindr possono infatti scegliere se far sapere agli altri la data e il risultato dell’ultimo test per la sieropositività che hanno eseguito. La settimana scorsa l’applicazione ha anche introdotto una funzione di promemoria che ricorda di fare il test ogni 3-6 mesi.

Il responsabile della sicurezza di Grindr, Bryce Case, intervistato dal sito Axios e da altri media ha spiegato di aver interrotto questa condivisione, di aver cancellato i dati sull’Hiv da Apptimize e di essere in procinto di rimuoverli da Localytics. Il manager ha quindi evidenziato che i dati, cifrati, non sono stati venduti a terzi né usati a scopi pubblicitari.

Case ha poi rimarcato la diversità con il caso Cambridge Analytica. C’è differenza, ha detto, tra una “piattaforma software che utilizziamo per scopi di ottimizzazione”, e “un’azienda che cerca di influenzare le elezioni”. La questione, però, sembra tutt’altro che archiviata. I dati sanitari sull’Hiv – spiegano i ricercatori di Sintef – sono sì protetti dalla crittografia, ma sono inviati insieme ad una serie di altri dati, tra cui l’email e la posizione Gps, e ciò potrebbe portare all’identificazione degli utenti.

Per gli esperti non c’è malafede, quanto “l’incompetenza di qualche sviluppatore che ha trasmesso tutto, compreso lo status Hiv”. Le conseguenze di una cattiva protezione dei dati, tuttavia, potrebbero essere pesanti, considerando che Grindr è una app diffusa anche in Paesi dove l’omosessualità è perseguita.

Grindr è stata creata nel 2009 e conta ad oggi un totale di quasi 4 milioni di utenti iscritti. Lo scorso anno è stato acquistato dal colosso del gaming cinese Beijing Kunlun, che in precedenza aveva in possesso il 60% delle quote della società.

(di Laura Giannoni/ANSA)

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