Spagna e Argentina non riconosceranno i risultati del 20 maggio

Il presidente del Governo spagnolo, Mariano Rajoy, e il presidente della Repubblica argentina, Mauricio Macrí, hanno coinciso nell'affermato che l’unica soluzione possibile in Venezuela é dare la parola agli elettori, senza minacce e ritorsioni.
Il presidente del Governo spagnolo, Mariano Rajoy, e il presidente della Repubblica argentina, Mauricio Macrí, hanno coinciso nell'affermato che l’unica soluzione possibile in Venezuela é dare la parola agli elettori, senza minacce e ritorsioni.

CARACAS – Spagna e Argentina d’accordo. Non riconosceranno il risultato delle elezioni presidenziali del 20 maggio. Elezioni il cui esito danno per scontato. Il presidente del Governo spagnolo, Mariano Rajoy, e il presidente della Repubblica argentina, Mauricio Macrí, durante la conferenza stampa dopo la riunione bilaterale sostenuta alla “Casa Rosada”, hanno affermato che l’unica soluzione possibile in Venezuela é dare la parola agli elettori, senza minacce e ritorsioni.

– Non riconosceremo il risultato di maggio – ha detto il presidente Macrí -. Quelle saranno elezioni senza alcun valore. Il presidente Maduro potrá insultarmi ma non sará riconosciuto come presidente democratico perché da tempo ormai in Venezuela non c’é democrazia.

Il capo del Governo spagnolo non é stato da meno.

– Sottoscrivo quanto detto – ha affermato Rajoy aggiungendo che é necessario “ridare la parola ai venezuelani, senza limitazioni, senza minacce e senza approfittare della fame e della miseria provocato dall’incapacitá o, peggio ancora, dal clientelismo”.

– Bisogna permettere semplicemente ai venezuelani di esprimersi in libertá, come stabilito dalla Costituzione.

E ha aggiunto che desidera per i venezuelani “democrazia, libertá, rispetto per i diritti umani, stabilitá, tranquillitá, sviluppo economico e progresso sociale”.

– Il problema – ha detto – é di tali proporzioni che condiziona la regione e ormai va oltre ogni frontiera.

Da parte sua, il presidente Macrí ha ammesso che condivide la visione negativa di quanto accade oggi in Venezuela.

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