Troppo caro curare la figlia disabile, la uccide e si spara

FORLI’. – La paura di non potercela più fare, la preoccupazione di non riuscire a sostenere le spese, unita all’angoscia per il futuro. Sono questi, per quello che si è potuto ricostruire, i sentimenti che hanno spinto un anziano padre di Meldola, piccolo centro dell’Appennino forlivese, a uccidere la figlia disabile. Le ha sparato alla testa, poi ha rivolto la pistola verso di sé, per farla finita.

L’ha fatto alle 8.30 di mattina, prima di affidarla al pulmino che, come ogni giorno da 12 anni, l’avrebbe portata in un centro di assistenza. Francesco Giacchini, 73 anni, operaio in pensione, è ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale Bufalini di Cesena. La figlia Elisa, cerebrolesa dalla nascita, 45 anni, è morta sul colpo. La moglie, casalinga, è sotto choc. Carabinieri e Procura di Forlì la sentiranno, per comprendere il contesto della tragedia, drammaticamente simile a tante altre storie di ordinaria disperazione.

Una delle più recenti, a inizio marzo a Firenze, dove Guerrando Magnolfi, 84 anni, ha impugnato il suo fucile da caccia e ha sparato alla moglie Gina, di 82 anni, e alla figlia Sabrina, di 44, tetraplegica. Ex custode del cimitero di Brozzi, ha lasciato un biglietto dicendo che non ce la faceva più ad assistere la figlia.

Il cimitero di Meldola, paese conosciuto per la Rocca delle Caminate, residenza di Mussolini, è a due passi dalla palazzina di via San Domenico dove abita la famiglia Giacchini. Un edificio con un cortile, ed è lì che l’anziano ha accompagnato la figlia per attendere l’arrivo dei servizi sociali, che l’avrebbe accompagnata all’ex seminario, dove sono attivi gli ‘Operai silenziosi della croce’. Una struttura con tre religiose e alcuni operatori, che assiste persone con gravi handicap.

Ma questa volta Elisa non è andata come gli altri giorni. Il padre l’ha portata in garage, poi, aperto un cancello che dal cortile porta nel parcheggio del cimitero, ha preso dalla sua vettura la pistola, un revolver a tamburo regolarmente denunciato, e le munizioni, è tornato e ha fatto fuoco per due volte.

Sono stati gli operatori dei servizi sociali, arrivati poco dopo, a trovare i due corpi in un lago di sangue e a dare l’allarme. Non è chiaro se l’uomo abbia parlato con la moglie prima di agire. Le ipotesi più probabili al vaglio degli inquirenti sono le difficoltà economiche nel gestire il grave handicap e la crescente angoscia sulla sua sorte futura, vista l’età dei coniugi e le difficoltà nell’accudirla.