L’Italia torna a bere, Vinitaly celebra la ripresina

VERONA. – Il business del vino torna a guardare con ottimismo al mercato italiano e la 52/ma edizione di Vinitaly, comincia a celebrare la ripresina. Pur senza trionfalismi, per Federvini, il 2017 si è caratterizzato per un cambiamento rilevante rispetto agli scorsi anni, registrando uno sviluppo sia del mercato nazionale sia di quello internazionale. Una combinazione favorevole che non si verificava da anni.

”L’Italia con 22,5 milioni di ettolitri e 12,8 miliardi di euro nel 2017 è uno dei principali mercati di consumo di vino al mondo – evidenzia il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese -. Come molti paesi europei, nell’ultimo decennio ha visto diminuire complessivamente le quantità, ma al contempo accrescere il valore, segno di una scelta sempre più orientata alla qualità. La grande biodiversità del nostro patrimonio enologico rappresenta anche per il consumatore italiano una straordinaria opportunità di conoscere nuovi vini aumentare il consumo consapevole e anche l’enoturismo gioca una ruolo chiave. Non è un caso se anche nel canale della Grande distribuzione organizzata (Gdo) tra i vini preferiti vi siano le denominazioni autoctone”.

A moltiplicarsi, rileva Cia-Agricoltori Italiani, anche le etichette solidali con un aumento dei volumi e del valore, quantificabile rispettivamente in un +10% e un +5%. A dare la carica agli operatori e in particolare alle cantine attive nell’area del sisma in quattro regioni del Centro Italia, il premier Paolo Gentiloni ”Negli ultimi anni – per il presidente del Consiglio – c’è stato uno straordinario sviluppo del settore. Il vino è un esempio di identità italiana e una straordinaria storia di successo italiana”.

Vino che è un elemento base della tavola, consumato dall’85% degli italiani (18-65 anni), rileva una indagine Nomisma Wine Monitor per il Consorzio vini Piceni. Il consumo di questa vera e propria bevanda nazionale è sempre più protagonista degli aperitivi (49% contro 45% di 3 anni fa) grazie agli ‘under 35’ che trainano anche l’irresistibile tendenza dei vini mixati, scelti da quasi 7 giovani su 10.

Tra i vini che fanno tendenza, per il panel votato dai 1.200 intervistati, al top c’è il Prosecco, che aumenta in notorietà e consumi: la bollicina più famosa d’Italia è conosciuta dal 98% (e consumata dal 71%) dei ‘wine lover’, contro il 97% del Chianti, il 94% del Pinot grigio e l’88% del marchigiano Verdicchio. Marcia spedita anche la Doc Sicilia vini che stima una crescita di produttiva dell’imbottigliato a 60 milioni nel 2018 contro i 24 milioni del 2016.

In Toscana, Carpineto, una delle 107 star della selezione Opera Wine, ”ha messo a segno – sottolinea Antonio Michael Zaccheo – una crescita totale del 26% col vino fermo che tira la volata in Canada (+47%), consolidando posizioni importanti negli Usa (+6,5%) e registra nel primo trimestre dell’anno una crescita in Italia del 12% delle vendite del cru del Nobile di Montepulciano”.

Mentre il Trentodoc del gigante della cooperazione Cavit ”negli ultimi due anni registra sulla grande distribuzione italiana una crescita a doppia cifra”, annuncia il direttore generale Enrico Zanoni che è anche Consigliere nazionale di Unione Italiana Vini. ”Vinitaly è partito ieri col piede giusto: – ha concluso Ottavio Cagiano, direttore generale di Federvini – da subito affluenza di qualità italiana e straniera. E oggi il ruolo economico è stato sottolineato dal settore vitivinicolo dal premier e ministro delle Politiche agricole Gentiloni”.

(dell’inviata Alessandra Moneti/ANSA)

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