Lazio-Inter: maggio all’Olimpico, sfide da brividi

ROMA. – Uno spareggio spietato, una stagione nella roulette russa di 90′. E Lazio e Inter ci arrivano male: Crotone e Sassuolo hanno messo a fuoco il braccino corto e la stanchezza delle due avversarie che si giocano domenica sera il tesoretto del quarto posto Champions.

A Inzaghi (con tanti forfeit e col dilemma se schierare De Vrij) basterà il pari, a Spalletti (doppio rivale detestato come ex romanista) serve solo il successo. In sottordine c’è in palio il titolo cannonieri tra Immobile e Icardi, separati da un gol. Sarà l’ultimo atto di una stagione tra il migliore attacco e la seconda difesa della serie A, tra una Lazio che ha dato spesso spettacolo e un’Inter in ricostruzione, tra i padroni di casa che non erano accreditati di una chance Champions e gli ospiti che vivrebbero il ko come uno smacco.

E’ anche una sfida tra due club che si sono fatti dispetti terribili e favori impagabili in 90 anni. La madre di tutte le disgrazie interiste ha una data da brividi, 5 maggio 2002, epilogo drammatico di una stagione dominata. L’Inter all’ultima di A crolla all’Olimpico e si fa superare da Juve e Roma. Cuper sconfitto, Ronaldo piangente: in vantaggio 2-1 i nerazzurri vengono surclassati 4-2 dalla Lazio di Podborski e l’Italia plaude alla sportività della squadra.

Uno scudetto che la Lazio sottrae all’Inter, ma che sostanzialmente gli restituisce otto anni dopo per fare un dispetto alla Roma di Ranieri in rimonta tricolore. Atmosfera surreale quella del 2 maggio 2010 con le due tifoserie che sostengono i nerazzurri, fischi per le azioni d’attacco di Kolarov (sette anni dopo colonna giallorossa), striscioni espliciti (‘se vincete ve menamo’) e l’Inter di Mourinho passa 2-0 e i rapporti si riequilibrano.

Rapporti forieri di tanti scambi: Vieri, Crespo, Veron, Stankovic, Simeone, Mihajlovic, Pandev, Favalli, Winter, Peruzzi, Hernanes, Candreva. Per non parlare di Roberto Mancini, attuale fresco ct azzurro, fantasista della Lazio a fine carriera e poi tecnico vincente con entrambe.

C’è anche, indirettamente, un capitolo tragico: Inter-Lazio dell’11 novembre 2007 con il viaggio interrotto nel sangue del tifoso Gabriele Sandri, ucciso da un poliziotto a un casello autostradale, con partita rinviata, incidenti in tutta Italia e rapporti tra le due tifoserie che si legano sempre di più.

Non c’è solo campionato tra i duelli tra le due avversari: l’Inter ricorda col sorriso la finale di coppa Uefa vinta a Parigi sulla Lazio 3-0 nel 1998. La Lazio risponde alzando due Supercoppe italiane: nel 2000 domina l’Inter di Lippi 4-3. Più prestigioso il successo del 2009: l’Inter di Mourinho fresca di scudetto viene infilzata 2-1 a Pechino dalla Lazio della meteora Ballardini.

La storia delle sfide parte il 9 febbraio 1928 con un 3-1 dell’Ambrosiana in casa con un gol di Meazza,il primo dei 18 che il Balilla infliggerà alla Lazio. Da ricordare la tripletta nel 4-2 del 1930, il poker in trasferta che nel 4-1 nel 1933. Solo due gol nel 1934 ma il bottino è storico, 8-1. La Lazio risponde con Silvio Piola (triplette nel 4-2 del 1935 e nel 4-2 del 1943). Angelillo si ritaglia una tripletta nel 5-2 del 1958 e poi una doppietta nel 4-0 dell’anno dopo.

Per sette anni di fila la Lazio non batte i rivali tra il 1959 e il 1966 ai tempi di Herrera, col feroce 7-0 del 1961 con poker del sudafricano Firmani. Poi altri sette anni di guai tra il 3-1 griffato Chinaglia del 1970 e il 2-1 con doppietta di Giordano nel 1977.

Riscossa dei romani a partire dagli anni ’90. La Lazio diventa la bestia nera dell’Inter che in 13 anni, tra il 2-0 del 1993 e il 3-1 del 2006, ottiene un solo successo, un 1-0 nel 1996 su autogol di Nesta: nel boom laziale ci sono il 4-1 del 1995 in rimonta, nel 1998 con Eriksson 3-0 e 5-3 in trasferta nel ritorno.

Da quel momento l’Inter di Mancini e poi di Mourinho non molla più la presa, con il superspettacolo del 2007, uno scoppiettante 4-3 con tripletta di Crespo in rimonta da 2-3. Negli ultimi sei anni meglio la Lazio (6 vittorie a 4) ma i successi squillanti sono dell’Inter (4-1 2014 con doppio Palacio, 3-0 2016 con doppietta di Icardi e vittoria esterna per 3-1 un anno fa). Nei sei successi laziali c’è lo zampino di Klose e Candreva.

Ora ai padroni di casa basterà un pari mentre l’Inter ringrazia Zenga per quest’ultima chance Champions.

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