Cei: “Non basta fare un governo per guidare il Paese”

Il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), il cardinale Gualtiero Bassetti durante un suo intervento.
Il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Gualtiero Bassetti

ROMA. – Non basta fare un governo “per poter guidare il Paese”, occorre conoscere l’Italia, a partire dalla sua identità europea, e puntare sempre al bene comune. I vescovi italiani intervengono della difficile fase politica del Paese e lanciano un appello ai cattolici affinché tornino ad impegnarsi nella politica.

“Credo che, con lo spirito critico di sempre, sia giunto il momento di cogliere la sfida del nuovo che avanza nella politica italiana per fare un esame di coscienza e, soprattutto, per rinnovare la nostra pedagogia politica e aiutare coloro che sentono che la loro fede, senza l’impegno pubblico, non è piena”.

Così il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Gualtiero Bassetti, ha parlato oggi all’assemblea dei vescovi riunita a Roma. Il cardinale di Perugia ha ricordato la stagione in cui i cattolici decisero di rimboccarsi le maniche: “Tra pochi mesi celebreremo il centenario dell’appello ai Liberi e Forti, lanciato da un gruppo di tenaci democratici, riuniti intorno a don Luigi Sturzo. Fu l’inizio di una storia, quella del cattolicesimo politico italiano, che ha segnato la nostra democrazia”.

Oggi – ha proseguito – “vecchi partiti si sono sgretolati, nuovi soggetti sono venuti sulla scena, ma nessuno può negare che nelle migliaia di Comuni italiani ci sono persone che senza alcuna visibilità e senza guadagno reggono le sorti della nostra fragile democrazia. Chi si impegna nell’amministrare la cosa pubblica deve ritornare ad essere – ha esortato Bassetti – un nostro figlio prediletto”.

“Sono molti, sono pochi? Ancora una volta, non è questione di numero, ma di luce, lievito e sale: ogni società vive e progredisce se minoranze attive ne animano la vita spirituale e si mettono al servizio di chi nemmeno spera più”, ha aggiunto il cardinale. Bassetti, riferendosi al momento attuale, ha sottolineato il ruolo svolto da Sergio Mattarella:

“In questo momento cruciale della nostra storia, esprimiamo con convinzione la nostra stima al Presidente della Repubblica per la guida saggia e paziente con cui sta facendo di tutto per dare un governo all’Italia”. Il Paese attraversa “una fase delicata” e “non sarebbe difficile dar fiato a una serie di preoccupazioni, a fronte delle difficoltà in cui si dibatte la nostra gente, a causa di una crisi economica decennale”.

“Non sarebbe difficile riconoscere pure che un simile disagio sociale ha avuto effetti pesanti anche in politica, effetti visibili nella situazione di stallo e di confusione di ruoli che ha segnato l’avvio di questa Legislatura”. “Ma non credete – ha chiesto Bassetti ai vescovi – che anche nel contesto attuale ci siano ragioni fondate per dire che la partita non è persa? Non credete che le radici siano buone e il Paese più sano di come spesso lo si dipinga?”.

(di Manuela Tulli/ANSA)