Menopausa non è più tabù, cure sicure ma c’è pregiudizio

Donna di mezz'età seduta di spalle sulla riva del mare
Menopausa: basta coi tabù, più spazio a prevenzione, sport e tanta informazione

ROMA. – Una generazione fa nell’immaginario tradizionale, la menopausa coincideva con il declino fisico della donna, della sua esperienza sessuale e della netta riduzione della vita di relazione. Ai giorni nostri a nessuno salterebbe in mente di pensare che una cinquantenne, arrivata alla conclusione del periodo fertile, sia entrata di fatto nella vecchiaia. Non solo: se per le madri delle cinquantenni di oggi, l’argomento menopausa era un tabù, adesso le donne ne parlano molto più liberamente, considerando la fine del ciclo riproduttivo una fase della vita.

Sull’argomento il Censis ha presentato oggi a Roma il “Ricominciare da 50 anni, libro bianco sulla menopausa”. Il 78% delle 1.028 donne italiane intervistate ha affermato di non avere alcun problema a parlare della menopausa. L’8,6% ha spiegato di affrontare l’argomento solo con altre donne nella stessa condizione, il 7% solo con le amiche e l’1,3% esclusivamente con il partner. Soltanto il 5,1% non ne parla con nessuno perchè “è imbarazzante”.

“I tempi sono cambiati, oggi una cinquantenne è nel pieno della battaglia: l’età della procreazione si è spostata in avanti e spesso ha figli adolescenti, i genitori invece sono invecchiati e hanno bisogno di lei come care-giver, la pensione è ancora lontana. Insomma, altro che mettersi da parte…”, commenta Concetta Maria Vaccaro, responsabile Welfare e salute del Censis, che ha curato la ricerca.

Tuttavia i pregiudizi sono duri a morire. Addirittura anche tra i medici che non sempre forniscono alle donne informazioni e consigli precisi. In particolare il punto dolente risulta essere la terapia ormonale sostitutiva (Tos), ossia la cura ormonale che elimina sintomi come le vampate, l’insonnia, la secchezza vaginale. Stando ai dati del Censis è conosciuta da poco più della metà delle donne intervistate (51,9%), e solo il 7,6% di chi è in menopausa la utilizza. Ma, soprattutto, il 16,8% dei medici la sconsiglia.

Sull’argomento è intervenuto alla presentazione il presidente della società italiana di ginecologia (Sigo) Giovanni Scambia, che ha stigmatizzato il comportamento dei colleghi, ricordando gli innumerevoli studi scientifici internazionali che hanno dimostrato come la terapia sostitutiva non solo non presenti rischi per le donne, ma le mantenga in salute e migliori enormemente la qualità di vita.

“Le vampate in menopausa non sono sintomi da sottovalutare, ma campanelli d’allarme per malattie vascolari o altre patologie che potrebbero insorgere a causa del calo ormonale. I ginecologi devono informare le donne degli effetti positivi della terapia sostitutiva e prescriverla quando non vi siano problemi di salute che lo impediscano”, ha aggiunto Stefano Lello, segretario della Società italiana di ginecologia della terza età.

La ricerca è stata realizzata su un campione di donne dai 45 ai 65 anni. Le donne in menopausa in Italia sono circa cinque milioni.

(di Silvana Logozzo/ANSA)