CGIE al lavoro, plenaria a luglio

Vista della piazza antistante la Farnesina, con il palazzo del ministero
Palazzo della Farnesina

CARACAS. – Il Consiglio generale degli italiani all’estero continua il suo lavoro per gli italiani nel mondo e guarda con attenzione alla situazione politica italiana. Anche il Cgie da tre mesi era in attesa di un nuovo governo – in particolare del nuovo ministro degli Esteri, che è anche il presidente del Consiglio generale – con cui dialogare ed esprimere le istanze delle comunità italiane che vivono fuori i confini nazionali.

E proprio lo stallo politico dell’Italia è stato al centro della discussione del Comitato di presidenza del Cgie (28-30 maggio). “La situazione politica italiana sta vivendo una fase molto difficile, di disorientamento, e anche gli umori e i messaggi che arrivano all’estero sono contraddittori – riflette Michele Schiavone, segretario generale del Cgie, in una conferenza stampa al termine del Comitato di presidenza – ma ci sentiamo in condizione di tranquillizzare le comunità italiane nel mondo: è una fase politica che non si è mai verifica ma le istituzioni sono solide”.

Anche gli italiani nel mondo, infatti, si domandano quali saranno gli sviluppi futuri della situazione e un ritorno alle urne riguarda direttamente anche loro, soprattutto perché la macchina elettorale all’estero richiede procedure particolari per poter essere avviata. “Tutto il procedimento che si è chiuso dal punto materiale il 4 marzo dovrà essere ripreso con immediatezza – ha detto Schiavone – tant’è che l’amministrazione del ministero degli Esteri ha già iniziato le procedure di richiamo per sensibilizzare la rete consolare affinché preparino il necessario per rimettere in moto la macchina elettorale”.

Ricordando le problematiche che si sono verificate a Castelnuovo di Porto durante lo spoglio e i conseguenti ritardi (i risultati definitivi sono arrivati due mesi dopo le elezioni), Schiavone annuncia che dal Comitato di Presidenza è stata fatta una proposta “per ulteriori modifiche del processo elettorale all’estero che dovrebbero permettere che il voto rispetti le prerogative dei cittadini”.

Si tratta di “coinvolgere i consiglieri del Cgie nel momento in cui le ambasciate indicano e scelgono la tipografia per la stampa delle schede elettorali”. Secondo il segretario generale del Cgie, “una figura di controllo è necessaria. Ci sono alcuni Paesi, soprattutto quelli di grande emigrazione, che già oggi prevedono la tracciabilità con il codice a barre nella fase di invio e di ritorno al consolato, ma questo non è possibile in tutti i paesi”.

La proposta del Cgie è quindi di inserire delle “figure di controllo che possono esprimere pareri”.

Ma ci sono altre questioni sul tavolo del Consiglio generale degli italiani all’estero: la diffusione di lingua e cultura, la rete consolare, i frontalieri, le nuove mobilità e le proposte di riforma di Comites e Cgie. Su quest’ultime, Schiavone punta l’attenzione: “C’è la necessità di prendere in considerazione le due proposte” uscite dall’ultima plenaria e, per evitare che la questione cada nel dimenticatoio, il Cgie “invierà i due testi al presidente della Repubblica, per sollecitare sul da farsi”.

Il Comitato di Presidenza del Cgie ha inoltre discusso con il direttore generale per gli Italiani all’estero della Farnesina, Luigi Vignali, sull’avanzamento della convenzione tra ministero degli Esteri e patronati: “Si attende il nuovo governo per proseguire – ha detto Schiavone – sempre se ci sono le volontà politiche”.

Per quanto riguarda la diffusione della lingua e della cultura italiana, i consiglieri del Cgie si è confrontato sull’esigenza di “accelerare i tempi per l’erogazione dei contributi agli enti gestori”. Altra questione affrontata, il rapporto tra Cgie e ministero del Lavoro per “rilanciare l’esigenza di ‘preparare’ chi emigra prima della partenza e creare condizioni di integrazione”.

Il Cgie si riunirà in plenaria con tutta probabilità nella prima settimana di luglio – come già annunciato circa un mese fa – ma potrebbe slittare dopo le vacanze estive. “Molto probabilmente la plenaria si farà a luglio, – ha concluso Schiavone –. Anche perché abbiamo bisogno di incontrarci: ci sono lavori che continuano”.