Giornata Mondiale dell’Ambiente, è guerra alla plastica

Una spiaggia invasa da bottiglie di plastica e due uomini che passeggiano.
5 Giugno: Giornata mondiale dell'Ambiente

ROMA. – Nei mari di tutto il mondo ci sono già 150 milioni di tonnellate di plastica. E ogni anno se ne aggiungono altri 8 milioni. La plastica sporca gli oceani, soffoca e strozza gli animali marini, viene mangiata da questi e finisce sulle nostre tavole. E tutto questo, soltanto perché non vogliamo rinunciare all’usa e getta. Il monouso moltiplica a dismisura i rifiuti di plastica, che poi in gran parte non vengono riciclati o bruciati, e finiscono nell’ambiente. Dove rimarranno per secoli.

Ce n’è abbastanza per definire la plastica nei mari una delle maggiori emergenze ambientali del mondo, e per dedicarle l’edizione 2018 della Giornata mondiale dell’Ambiente, celebrata dall’Onu il 5 giugno di ogni anno. Lo slogan è “Combatti l’inquinamento da plastica. Se non puoi riusarlo, rifiutalo”. Ovvero, riutilizza gli oggetti in plastica, come vaschette e bottiglie, non buttarli. E se non possono essere riutilizzati (come tanti imballaggi), non comprarli: preferisci i prodotti sfusi o in confezioni di materiale biodegradabile (carta, cartone, vetro, bioplastiche).

I dati d’altronde parlano da soli. Se si va avanti di questo passo, nel 2050 la plastica nei mari peserà più di tutti gli animali marini. Il grosso dell’inquinamento viene dai paesi emergenti (Asia, Africa e America Latina), che non hanno sistemi di raccolta e trattamento adeguati. Ma anche nel nostro Mediterraneo, secondo Legambiente, ci sono 58 rifiuti per ogni km quadrato, per il 96% di plastica.

In Italia ogni 100 metri di spiaggia si trovano in media 620 rifiuti, all’80% di plastica. Il riciclo nel mondo è ancora marginale. Per l’Ocse, solo il 15% della plastica viene riciclata (il 30% in Europa). Il 25% viene bruciato, il 60% va in discarica o nell’ambiente. L’unica soluzione, secondo l’Onu, è consumarne meno.

Per la Giornata dell’Ambiente, papa Francesco twitta “Signore, risveglia in noi la lode e la gratitudine per la nostra Terra e per ogni essere che hai creato”. Greenpeace chiede al prossimo G7 e alle multinazionali di fissare divieti per la plastica usa e getta e obiettivi di riduzione. Il Comitato olimpico internazionale (Cio) si impegna a eliminare la plastica monouso dalla sua organizzazione e dagli eventi.

In Italia, il neopremier Giuseppe Conte nel suo discorso al Senato dice “non siamo disponibili a sacrificare l’ambiente e il progetto di una blue economy per altri scopi”. Il ministro all’Ambiente, Sergio Costa, promette che renderà il suo ministero “plastic free” e lancerà “una strategia economica e culturale per iniziare a ridurre la produzione di plastica e imballaggi inutili”.

Anche il neo-ministro alle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio, si impegna a “ridurre l’impiego della plastica, come nel caso delle vaschette per alimenti”. Marevivo chiede alla pubblica amministrazione di mettere al bando l’usa e getta nei suoi uffici, Enpa propone di tornare al vuoto a rendere.

Legambiente e WWF offrono borse delle spesa riutilizzabili nelle catene di supermercati, Enea e Tavolo del riciclo di qualità propongono vademecum per ridurre i rifiuti di plastica in casa. Greenpeace lancia un servizio via Whatsapp, il Plastic Radar, per segnalare i rifiuti in mare.

(di Stefano Secondino/ANSA)