Conte tiene il punto, ma non rompe con la Francia

Emmanuel Macron e Giuseppe Conte fotografati al Summit del G7 a Charlevoix in Canada.
Emmanuel Macron e Giuseppe Conte fotografati al Summit del G7 a Charlevoix in Canada. EPA/IAN LANGSDON/POOL MAXPPP OUT

ROMA. – L’Italia ha salvato migliaia di vite nel Mediterraneo, ora serve condivisione. Su questo concetto Giuseppe Conte basa la sua fermezza nei confronti della Francia. E’ forse il giorno più difficile per un capo del governo avulso dalla politica che si ritrova a fronteggiare, subito, una crisi diplomatica di non poco conto. Per l’intero pomeriggio il premier aspetta le scuse, anche informali, di Macron, “conditio sine qua non” perché non cancelli la sua visita di venerdì a Parigi.

Ma le scuse non arrivano. E Conte opta per una soluzione che reputa coerente e, allo stesso tempo, non di rottura totale: quella di rinviare il suo viaggio a data da destinarsi. Il premier non è solo in questa delicata partita diplomatica. Pur nella preoccupazione che la crisi bilaterale possa accrescere le difficoltà già esistenti nel processo di integrazione europeo, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ritiene che Parigi debba scusarsi di toni francamente inaccettabili.

Quindi – si apprende da fonti della maggioranza – la decisione del presidente del Consiglio di chiedere delle scuse – pur non concordata – trova solidale il capo dello Stato. Mattarella ha parlato con Conte delle implicazioni del blocco della nave Aquarius in un colloquio informale avuto al Quirinale. Le stesse fonti smentiscono che nell’incontro di ci siano state diverse vedute su come reagire alle parole di Emmanuel Macron.

A tarda sera, così, il Capo del Governo si dice orientato a rinviare la sua visita. Attende, in zona Cesarini, un “coup de theatre” dal presidente Macron che vada nella direzione dell’Italia. Un gesto senza il quale, per il governo, sarebbe inopportuno confermare il bilaterale sulla scia di uno scontro che, partito dal caso della nave Acquarius, si è fatto via via più spinoso.

Uno scontro che vede l’esecutivo italiano compatto nella posizione da tenere. Del resto, la volontà del premier è quella di mostrare, rispetto ai toni sempre molto energici del ministro dell’Interno Matteo Salvini, un volto più morbido ma non meno risoluto. E Conte mostra la sua fermezza già in tarda mattinata, quando concorda con il ministro del Tesoro Giovanni Tria la decisione di rinviare l’incontro del titolare del Mef con il suo omologo francese.

Parallelamente già in queste ore Conte costruisce una rete che porti l’Italia fuori da qualsiasi rischio di isolamento. Rinsaldando, ad esempio, l’asse con la cancelliera Angela Merkel – ben più morbida nei confronti dell’Italia sul caso Aquarius – che vedrà lunedì a Berlino. Possibile, poi, che nelle ore successive Conte voli a Londra per un bilaterale con la premier Theresa May.

Mentre, entro giugno, Conte dovrebbe recarsi alla Casa Bianca per un atteso bilaterale con Donald Trump che potrebbe essere stato oggetto dell’incontro, a Palazzo Chigi, tra il premier e l’ambasciatore americano Lewis Eisemberg. Il rapporto tra i due, già al G7, del resto è parso partire in discesa, sulla scia di un’asse tra Italia, Usa e Russia, al quale il governo giallo-verde guarda con crescente interesse.

(di Michele Esposito/ANSA)