La dipendenza da videogame ora è ufficialmente malattia

Un ragazzo con la cuffia davanti allo schermo del computer
Oms la inserisce nell'elenco delle malattie mentali

ROMA. – Le preoccupazioni dei genitori che vedono i figli sempre attaccati alla console trovano ora una conferma scientifica: l’Oms ha inserito il ‘game disorder’ nella parte riguardante le malattie mentali dell’ultima revisione della ‘International Classification of Diseases (ICD)’, l’elenco che contiene tutte le malattie riconosciute, oltre 55mila, che viene usato per le diagnosi dai medici di tutto il mondo.

Sono tre le caratteristiche principali del disordine, hanno spiegato gli esperti dell’Oms durante una conferenza stampa. La prima è “una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti che prendono il sopravvento sugli altri interessi della vita”. Tra le altre caratteristiche della patologia, ha spiegato Vladimir Poznyak, del dipartimento per la salute mentale dell’Oms durante una conferenza stampa, c’è “il fatto che anche quando si manifestano le conseguenze negative dei comportamenti non si riesce a controllarli” e “il fatto che portano a problemi nella vita personale, familiare e sociale, con impatti anche fisici, dai disturbi del sonno ai problemi alimentari”.

L’inserimento nell’elenco, hanno spiegato gli esperti dell’Oms, dovrebbe aiutare i medici a formulare più facilmente una diagnosi. “Abbiamo deciso di inserire questa nuova patologia – ha affermato Poznyak – sulla base degli ultimi sviluppi delle conoscenze sul tema”.

Per essere riconosciuto come problema mentale il disordine deve continuare per almeno 12 mesi, precisa il manuale, anche se ci possono essere eccezioni per casi particolarmente gravi. Dei molti milioni di giocatori nel mondo, ha ricordato Poznyak, sono una minima parte soffre del problema.

Tra le altre novità dell’Icd-11, questo il nome dell’aggiornamento, che per la prima volta è stato pubblicato in formato elettronico per raggiungere la platea più vasta possibile, c’è lo spostamento della ‘incongruenza di genere’, in cui il sesso biologico è diverso dal genere percepito, dalle malattie mentali a quelle sessuali.

La nuova versione verrà presentata alla prossima Assemblea Generale dell’Oms, e verrà adottata a partire dal 2022. “Questo documento – ha affermato Thedros Ghebreseyus, direttore generale dell’Oms – ci permette di capire meglio cosa fa ammalare e morire le persone, e di prendere le iniziative necessarie per prevenire le sofferenze e salvare quante più vite possibile”.

(di Pier David Malloni/ANSA)