Tour, tutti contro Froome: “Ora non tifate contro di me”

Christopher Froome, con a lato due miss, alza la coppa della tappa crono
Christopher Froome festeggia la vittoria nella crone al Tour. EPA/KIM LUDBROOK

ROMA. – Se le ambizioni si potessero misurare con i numeri, Vincenzo Nibali sarebbe l’uomo da battere al 105/o Tour de France, che scatterà dopodomani dalla Vandea, con una tappa di 201 km, da Noirmoutier en l’Ile a Fontenay le Comte. Il capitano della Bahrain-Merida, l’unico in grado di interrompere il dominio di Chris Froome nel 2014, avrà il dorsale numero 51 che per i francesi vale oro: lo hanno portato in giallo a Parigi corridori come Merckx, Hinault, Ocaña e Thevenet. Non gente qualsiasi.

Uno stimolo in più per Nibali che, a 33 anni, guiderà il plotone di 13 italiani: pochi rispetto ai 176 corridori che si presentano al via, in rappresentanza di 30 nazioni. Il più anziano del gruppo azzurro, e dell’intera corsa, sarà Franco Pellizotti, dall’alto dei suoi 40 anni; Oliviero Troia, 23 anni, il più giovane.

Una cronosquadre, nella 3/a tappa (Cholet-Cholet, lunga 35,5 km); 15 settori di pavè, nella 9/a (Arras Citadelle-Roubaix, lunga 156,5 km); l’Alpe d’Huez, nella 12/a (Bourg Saint Maurice-Alpe d’Huez), con i suoi 21 tornanti in una salita di 13,8 km che presenta pendenze dall’8,1 al 12 per cento, preceduta dal Col de la Madeleine e dalla Croix de Fer (71 km di ascesa, che fanno 5 mila metri di dislivello); infine, una tappa assolutamente bizzarra, lunga solo 65 chilometri, la 17/a (Bagnères de Luchon-Saint Lary Soulan), e relativo arrivo a 2.215 metri, dopo una salita di 16 km, con pendenze fra l’8,7 e il 10 per cento. Ecco il Tour 2018 in pillole.

Nella corsa gialla che verrà gli occhi del mondo saranno puntati su Chris Froome, fresco di assoluzione per il caso di salbutamolo alla Vuelta e più che mai motivato a imitare Marco Pantani, l’ultimo ad avere messo in fila Giro d’Italia e corsa francese nella stessa stagione, esattamente 20 anni fa. Ma non solo: il ‘keniano bianco’ ha l’opportunità di calare il tris, dopo essersi aggiudicato anche la Vuelta 2017: solo Hinault e Merckx ci sono riusciti finora.

“Sarà la mia sfida più dura”, le parole di Froome, che in Francia non gode di grande simpatia e i tifosi glielo ricordano a ogni curva, sputandogli addosso e lanciandogli buste di urina. “Al Giro d’Italia, e il mio caso non era ancora stato risolto, è andato tutto bene. Alla gente, anche a chi non ama il Team Sky del quale faccio parte, consiglio di venirci a vedere per fare il tifo a favore dei propri beniamini. Non venite sulla strada con uno spirito negativo. Io amo la Francia, amo questa corsa, che è la più bella del mondo”.

Froome sarà scortato da uno squadrone che comprende, oltre all’italiano Moscon, gente come Geraint Thomas, Kwiatkowski, Castroviejo, Poels e Bernal, il nuovo ‘condor’ colombiano. Nibali avrà dalla propria Pozzovivo, Gorka e Jon Izagirre, oltre a Colbrelli. La Movistar con Quintana, Landa e Valverde si candida quantomeno per il podio. Attenti anche a Tom Dumoulin, in cerca di riscatto.

(di Adolfo Fantaccini/ANSA)