In Toscana e Sicilia: uccidono le mogli e poi s’impiccano. Una delle donne era venezuelana

La facciata di Palazzo Senatorio in Campidoglio illuminata di rosso e con la scritta ''Stop violence against women' in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne
La facciata di Palazzo Senatorio in Campidoglio illuminata di rosso e con la scritta ''Stop violence against women' in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne. ANSA/ MICHELA SUGLIA

SIENA. – Mariti uccidono le mogli dopo aver litigato con loro, poi si impiccano. Due casi analoghi di omicidio-suicidio sono avvenuti oggi in Toscana e in Sicilia. In entrambi la ‘prima’ vittima è stata la donna poi l’uomo si è tolto la vita. La prima tragedia familiare c’è stata verso le 12.30 a Cetona, nella parte sud della provincia di Siena, dove un agricoltore ha ucciso la moglie soffocandola con un cuscino e poi è scappato nei boschi dove è stato trovato impiccato a un albero.

L’altra vicenda quasi in ‘fotocopia’ è avvenuta poche ore dopo a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) dove un pasticcere ha strangolato l’ex moglie, quindi si è ucciso a sua volta. In entrambi i casi ci sarebbero state delle liti come fattore scatenante.

E’ stato così a Cetona dove l’omicidio-suicidio ha avuto origine da una lite, stamani, tra i due coniugi: al culmine Marco Del Vincio, 41enne, agricoltore del luogo, avrebbe soffocato con un cuscino la moglie, Augusta Sandra Tapperi Sanchez 40enne di origini venezuelane e che da pochi giorni aveva trovato occupazione in un’attività commerciale del piccolo centro senese, molto battuto dai turisti amanti delle campagne toscane.

I due erano sposati da circa un anno e mezzo. Il 41enne dopo l’omicidio avrebbe confessato il gesto al telefono, al fratello, prima di darsi alla fuga con la sua Fiat Panda che poi ha abbandonato e che hanno ritrovato i carabinieri. L’Arma è stata allertata dal padre dell’uomo, che abita accanto al figlio e alla nuora. Marco Del Vincio è stato trovato a poche centinaia di metri dall’auto, nei pressi di una cava dismessa. Era impiccato ad un albero. La coppia lascia un figlio piccolo.

La procura di Siena ha disposto l’autopsia sui corpi dei coniugi e sta cercando di risalire al movente del gesto da parte dell’uomo. Gli inquirenti non escludono il delitto passionale e anche il fatto che l’uomo forse non avrebbe voluto davvero uccidere la moglie. In serata vengono interrogati i familiari. Nella coppia non risultano precedenti denunce per maltrattamenti.

In Sicilia, nel Messinese, una vicenda molto simile ma che sembra quasi pianificata. Un pasticcere di 53 anni, Nicola Siracusa, ha ucciso l’ex moglie Maria Carmela Isgrò, 48, e poi si è tolto la vita impiccandosi. L’uomo ha ucciso la donna, impiegata comunale, strangolandola. I due, separati legalmente e con una figlia, vivevano nello stesso stabile ma a piani diversi. La donna anche in passato lo aveva denunciato per maltrattamenti ai carabinieri.

Una relazione che, pur finita, avrebbe ancora custodito tensioni, in particolare perché il prossimo settembre avrebbe dovuto cominciare in tribunale un processo contro Nicola Siracusa. Processo nato proprio dalla denuncia per maltrattamenti fatta contro di lui dalla ex moglie. Il 53enne aveva quasi certamente pianificato il gesto. Nel suo appartamento i carabinieri hanno trovato 4.000 euro in contanti. E su un biglietto l’uomo aveva scritto che la somma era destinata alle spese per i funerali.

Anche in questo caso è stato un parente ad accorgersi del dramma. La tragedia è stata scoperta grazie a una segnalazione della sorella della vittima, che non riusciva a rintracciarla e aveva notato la presenza dell’auto in garage.