Vaccini: “Politica prima della scienza”. Bagarre tra i M5s

Un bambino viene vaccinato in sala vaccinazioni di un ospedale. Provax
Un bambino viene vaccinato in sala vaccinazioni di un ospedale.

ROMA. – Nuovo scontro nel Movimento 5 Stelle sulla questione dell’obbligo vaccinale per la frequenza a scuola. A scatenarlo, la posizione espressa su Facebook dal consigliere regionale M5s nel Lazio Davide Barillari che, contrario all’obbligo dei vaccini, ha affermato che “la politica viene prima della scienza” e che quest’ultima non può essere un “dogma”. Posizione dalla quale si è però prontamente dissociato il Movimento.

Intanto prende sempre più quota la petizione pro-vax lanciata da un gruppo di madri di bimbi immunodepressi. Nel post che ha scatenato le polemiche, Barillari sostiene che “i politici devono ascoltare la scienza, ma non farsi ordinare dalla scienza cosa è giusto o sbagliato, accettando le parole della scienza mainstream come dogmi religiosi”.

Una posizione respinta al mittente dallo stesso Movimento che, con una dichiarazione pubblicata sul blog delle Stelle, precisa che “Il Movimento prende totalmente le distanze dalle dichiarazioni del consigliere Barillari. La linea del Movimento sui vaccini è quella messa nero su bianco nel contratto di governo”.

Un nuovo scontro interno, dunque, dopo quello già consumatosi con i senatori pentastellati Elena Fattori e Giorgio Trizzino, che avevano espresso dissenso sulla norma del Milleproroghe che fa slittare di un anno l’obbligo vaccinale per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia e ai nidi.

Le affermazioni di Barillari hanno portato ad una levata di scudi anche dal Pd: parla infatti di dichiarazioni “inquietanti”, rilevando come “la presa di distanza del M5s è tardiva e imbarazzante”, la vicepresidente vicaria dei deputati Pd, Alessia Rotta.

Sul tema dell’obbligo vaccinale, il dibattito resta dunque acceso ed il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, ha ribadito che “non vogliamo puntare sull’obbligo ma sulla raccomandazione”, assicurando che va garantita “la continuità scolastica e ci sarà un lavoro fatto dai ministeri della Salute e Istruzione per garantire ai bambini immunodepressi di avere un ambiente scolastico adatto”.

Anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha sottolineato che “ogni bambino ha diritto di andare a scuola e di entrare in classe”. Sul fronte opposto Forza Italia, che chiede al governo di “non continuare a disorientare l’opinione pubblica con azioni che mettono a repentaglio la salute dei bambini”, e pure Maria Elena Boschi (Pd) chiede al governo “di fermarsi, finché siamo in tempo, sulle vaccinazioni”.

Le regioni, poi, continuano a dividersi in due schieramenti, pro o contro l’obbligo vaccinale: oggi, il consigliere regionale Pd nelle Marche, Fabrizio Volpini, ha depositato una proposta di legge per il mantenimento dell’obbligo dei vaccini per le scuole ed il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha parlato di “governo irresponsabile” e del rischio che “continuando a fare propaganda si faccia riemergere la poliomelite”. Ed ha aggiunto: “Chi si iscrive e porta i bambini a scuole elementari e materne deve presentare l’autocertificazione, altrimenti perderà il diritto ad ogni ulteriore incentivo da parte della Regione”.

La vicepresidente della Liguria Sonia Viale ha invece annunciato che la Regione non farà ricorso contro il Milleproroghe, che fa slittare di un anno l’obbligo vaccinale. Nel frattempo, prende quota la petizione delle mamme di bambini immunosoppressi, destinata ai parlamentari per evitare che il Milleproroghe renda inutile la legge attualmente in vigore sull’obbligo vaccinale: sono state raggiunte, ad oggi, oltre 70mila firme.

(di Manuela Correra/ANSA)