Tav, Berlusconi in pressing su Salvini: “Sia coerente”

Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, durante la visita ai cantieri della sezione transfrontaliera della linea Torino-Lione in Maurienne e in Val di Susa.
Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, durante la visita ai cantieri della sezione transfrontaliera della linea Torino-Lione in Maurienne e in Val di Susa. (Foto Aska)

SAINT-MARTIN-LA-PORTE (FRANCIA). – Una scelta “scellerata”, che riporterebbe l’Italia “al tempo della pietra”, isolandola dall’Europa e condannandola a una “decrescita infelice”. Abbracciato agli operai che scavano la montagna giorno e notte, nel cantiere francese della Torino-Lione, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani si schiera contro l’ipotesi di fermare i lavori della Tav.

E, nel giorno in cui il premier Conte ribadisce che il governo sta “esaminando tutti gli aspetti dell’opera in termini di costi e benefici”, gioca di sponda con Silvio Berlusconi, che richiama il vicepremier Salvini alla “coerenza con le idee del centrodestra”. Il pressing del leader di Forza Italia sulla Lega arriva con una telefonata a Tajani, durante un incontro con gli amministratori della Valle di Susa. Un intervento a gamba tesa nei rapporti già difficili con l’alleato di coalizione, ma al governo con i Cinque Stelle, che tira tutto il centrodestra dentro il dibattito sulla Torino-Lione.

Una linea ferroviaria di 270 chilometri tra Italia e Francia, anello centrale del cosiddetto Corridoio Mediterraneo che il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, definisce “la principale opera europea”. Il progetto non è più soltanto sulla carta e la visita ai cantieri di Tajani vuole dimostrarlo. A Saint-Martin-La-Porte, una manciata di chilometri dal tunnel del Frejus, la fresa Federica ha superato il 50% dei 9 chilometri del tunnel di base, quello in cui dovrebbe passare il super-treno.

“Mi auguro che ministri che non hanno visitato il cantiere e non hanno neppure cognizione del nodo infrastrutturale vengano a documentarsi”, tuona Tajani, che attacca il ministro Toninelli – “non può informarsi soltanto con quattro militanti No Tav” – ma anche chi “parla sdraiato su una amaca in vacanza in Messico”, riferimento neppure troppo velato alle recenti esternazioni del pentastellato Alessandro Di Battista. Perché, dice, “io sto con chi lavora e non con chi pontifica”.

“Mi auguro che il governo italiano cambi idea, perché fermare la Tav è una sciocchezza enorme”, insiste Tajani, che nel pomeriggio visita anche Chiomonte dove, terminati i 7 chilometri del cunicolo geognostico, si sta preparando il cantiere in quello che dovrebbe diventare il punto principale di avvio dello scavo del tunnel di base sul lato italiano. “Milioni e milioni di euro – spiega – andrebbero sprecati per il capriccio di qualche rappresentante del governo che non si rende conto dell’importanza di non isolare l’Italia dal resto dell’Europa”.

Il sì alla Tav, per Tajani, non è soltanto una questione economica. “Di qui passano quattro milioni di tir all’anno – spiega – spostare dalla gomma alla ferrovia parte di questo traffico significa ridurre del 20% le emissioni di Co2, a favore dell’ambiente. E significa anche rendere le nostre strade più sicure, basta vedere quello che è successo pochi giorni fa a Bologna”.

Parole ribadite durante l’incontro con gli amministratori locali della Valle di Susa. All’esterno una decina di No Tav lo fischia. “In democrazia ogni idea è lecita, ma a chi contesta bisogna spiegare le cose. Bisogna dire che non fare la Torino-Lione costerebbe quanto farla, se non di più. Ed anche che senza l’opera sparirebbero 15 mila posti di lavoro”.

(dell’inviato Alessandro Galavotti/ANSA)