Incendio Bologna, verso normalità: “Dieci milioni di danni”

Una vista del punto dello svincolo autostradale dove è avvenuto l'incidente.
Una vista del punto dello svincolo autostradale dove è avvenuto l'incidente. ANSA/GIORGIO BENVENUTI

BOLOGNA. – Due giorni dopo, l’esplosione in autostrada che ha sconvolto Bologna comincia a diventare un drammatico indelebile ricordo. E’ già tempo di pensare a come tornare rapidamente alla normalità e di contare i danni che l’esplosione ha provocato, coinvolgendo, soprattutto il popoloso quartiere periferico di Borgo Panigale, noto nel mondo per essere la ‘casa della Ducati’, dopo uno scontro che ha provocato un morto, l’autista dell’autocisterna piena di gpl che ha tamponato il camion che lo precedeva, e 145 feriti.

Passata la fase più acuta di emergenza è, infatti, cominciato il calcolo dei danni. Difficile per il momento avere un’idea precisa, anche se il Comune di Bologna ha già fatto una stima: i danni ammontano a dieci milioni, cinque per quelli riportati dai due autosaloni che si trovano sotto il ponte parzialmente crollato, altrettanti per i negozi, le case, due scuole e il sistema di illuminazione pubblica.

Il legale dell’azienda ha garantito al direttore generale del Comune di Bologna che i massimali assicurativi sono tali da poter rimborsare tutti i danni. Notevoli saranno anche i costi che dovrà sostenere Autostrade per l’Italia nel rimettere in sesto il ponte sul raccordo A1-A14, per il cui ripristino ci vorranno dai tre ai cinque mesi.

Il traffico è tornato quasi alla normalità: la percorribilità è garantita in entrambe le direzioni, con alcuni inevitabili rallentamenti che si formano a causa del fatto che si viaggia su un’unica carreggiata. Rimane chiuso, invece, un tratto di tangenziale parallelo all’autostrada, con qualche ripercussione sulla viabilità cittadina.

Proseguono, intanto, le indagini per determinare la causa che ha provocato l’incidente. La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo per disastro colposo a carico di ignoti. Sia le immagini dell’incidente, sia la testimonianza dell’autista del mezzo che è stato tamponato convergono sul fatto che non c’è stata nessuna frenata: potrebbe essersi trattato di un malore, di un colpo di sonno o di una fatale distrazione.

Intanto sono in lento ma costante miglioramento le condizioni dei feriti: dei 145 che sono dovuti ricorrere alle cure mediche, una ventina sono ancora ricoverati in ospedale. Quattro di loro sono nei reparti grandi ustionati di Cesena e Parma: dovranno trascorrere una lunga degenza, ma non sono mai stati in pericolo di vita.

All’ospedale di Cesena è ricoverato Riccardo Muci, che insieme ad altri colleghi poliziotti e carabinieri ha evitato che il bilancio delle vittime fosse più pesante, intervenendo in quei sette minuti cruciali che hanno separato l’incendio dall’esplosione e facendo mettere in salvo le persone che si sono trovate su quel tratto di autostrada. Il ministro dell’interno Matteo Salvini ha proposto, per lui, una promozione.

“Riccardo, che non ha esitato un secondo a rischiare la propria vita per salvare quella degli altri, è un eroe e un orgoglio per tutti gli italiani. Buona guarigione. Una promozione per il valore dimostrato secondo me sarebbe più che meritata”, ha scritto.

(Di Leonardo Nesti/ANSA)