Madrid rimanda a Rabat i 116 migranti entrati a Ceuta

Un gruppo di migranti si scontra con la polizia spagnola.
Migranti: sfondano a Ceuta. Scontri con polizia. EPA/REDUAN

ROMA. – La Spagna ha rimandato in Marocco i 116 migranti sub-sahariani che mercoledì sono riusciti a sfondare le barriere di separazione per fare il loro ingresso nell’enclave di Ceuta. Per i respingimenti applicati dopo solo 24 ore, e ribattezzati ‘express’ dai media spagnoli, il governo di Sanchez ha fatto ricorso a un accordo firmato nel 1992 con il Marocco. L’intesa prevede l’espulsione in meno di 10 giorni dei cittadini di Paesi terzi entrati illegalmente nel territorio spagnolo dal Paese magrebino, fino ad oggi però applicata in rarissime occasioni per la resistenza di Rabat a riaccoglierli.

La polizia ha quindi identificato tutti gli irregolari, offerto assistenza medica e legale, prima di iniziare il processo di espulsione, che i migranti hanno accettato. Solo a due di loro è stato consentito rimanere nel Paese perché minorenni.

La decisione del governo di Sanchez ha suscitato le critiche di Amnesty International e della Commissione spagnola per l’assistenza ai rifugiati secondo cui le espulsioni rappresentano “una violazione dei diritti umani dei migranti e potenziali richiedenti di asilo”. A causa della velocità con cui vengono eseguiti i respingimenti, “è difficile garantire l’accesso a una procedura personalizzata con tutte le garanzie”, sostiene Amnesty.

Il gruppo ha affermato che nel breve tempo a disposizione è stato complicato fornire una buona assistenza legale e interpreti e identificare adeguatamente i potenziali richiedenti asilo. Più di 3.800 migranti hanno attraversato il confine tra Spagna e Marocco finora quest’anno, secondo l’agenzia Onu per i rifugiati. Questo rappresenta il 14% del totale arrivato, principalmente via mare, in Spagna, rendendo il Paese la destinazione principale per le persone che cercano una vita migliore in Europa.