Colombia formalizza uscita dall’Unione Nazioni Sudamericane (UNASUR)

La sede di Unasur in Quito.
La sede di Unasur in Quito.

BOGOTA’. – La Colombia ha formalizzato la sua uscita dall’Unione delle Nazioni sudamericane (Unasur) attraverso una lettera inviata all’organizzazione in questione in cui precisa che il ritiro sarà definitivo entro sei mesi. E’ stato il presidente Iván Duque che ha personalmente reso nota la decisione sostenendo fra l’altro: “Desidero informare i colombiani che oggi (ieri, ndr.), sulla base di precise istruzioni, il ministro degli Esteri ha inviato a Unasur una lettera con la quale noi denunciamo il trattato costitutivo di quella entità e che nel giro di sei mesi il nostro abbandono dall’organizzazione sarà completato a tutti gli effetti”.

Il capo dello Stato ha aggiunto che l’Unasur ha evitato di denunciare con il suo “silenzio, e molte volte con la sua complicità”, il “trattamento brutale della dittatura del Venezuela nei confronti dei suoi cittadini”. “Unasur – ha concluso Duque – è una istituzione che fu creata per fratturare il sistema interamericano” e che “è servita come sostegno per i propositi di una dittatura”.

Nelle scorse settimane varie personalità latinoamericane, fra cui l’ex presidente colombiano Ernesto Samper ed il presidente boliviano Evo Morales hanno chiesto alla Colombia di non uscire dall’organizzazione. Frutto di un trattato costitutivo firmato a Brasilia il 23 maggio 2008, la Unasur, formata da 12 Stati sudamericani, è entrata pienamente in funzione nel marzo 2011 con l’obiettivo di costruire una identità e cittadinanza sudamericane e sviluppare uno spazio regionale integrato.

Dopo elezioni vinte da governi conservatori in vari Paesi sudamericani Unasur, che ha la sua sede a Quito, ha perso molto slancio ed è attualmente un organismo quasi paralizzato. Ne fanno parte, oltre alla Colombia che ha annunciato il suo ritiro, Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Ecuador, Guyana, Paraguay, Perú, Surinam, Uruguay e Venezuela.