A Chemnitz la risposta antinazi, in cinquantamila al concerto

Una vista generale del pubblico presente al concerto anti-nazi
A Chemnitz la risposta antinazi, in cinquantamila al concerto.

BERLINO. – In cinquantamila in piazza contro la xenofobia e l’estrema destra. La straordinaria reazione ai fatti di Chemnitz arriva dalle stesse strade in cui è esplosa la violenza neonazi una settimana fa. Un grande pubblico ha partecipato ad un concerto rock stasera nella cittadina della Sassonia per dire “noi siamo di più”. Il “noi” è la Germania tollerante e aperta, che ha gridato – in inglese perché si capisse – il suo inequivocabile benvenuto ai profughi. “Say it loud, say it clear, refugees are welcome here!”.

Treni stracolmi dai Laenderi vicini, trasporti pubblici e internet letteralmente in tilt. E il Comune stavolta aveva proibito ogni contromanifestazione, bloccando Tugida (versione turingia di Pegida) e Pro Chemnitz, che pure volevano dire la loro. Lo spazio per i cortei è già occupato.

Nelle stesse ore, una bufera ha travolto Alternative fuer Deutschalnd: il partito dell’ultradestra, che nel weekend ha sfilato a lutto (e con le rose bianche appuntate sul petto) con gli islamofobi di Pegida e gli estremisti di Pro Chemnitz, per l’Spd va messo sotto controllo. “Non sono né civici né patrioti. Sono un partito, che i servizi interni devono sorvegliare”, ha detto la segretaria Andrea Nahles. Posizione condivisa dalla ministra della Giustizia, Catharina Barley: “Parte di Afd agisce chiaramente contro la costituzione. Costoro vanno trattati come altri nemici della Carta e messi sotto osservazione”.

Il ministero dell’Interno di Horst Seehofer ha escluso che sussistano i presupposti, per mettere sotto sorveglianza “tutto il partito”. Ma le accuse a quelli di “Alternativa” non sono arrivate solo dai socialdem: “Non vogliono solo protestare, Afd ha marciato fianco a fianco con quelli di Npd e con gli hooligans”, ha tuonato Markus Soeder, falco bavarese della Csu, durante un comizio in Baviera. Il partito, ha aggiunto, ha “un leader nascosto”, il controverso Bjorn Hoecke (quello che definì il memoriale dell’Olocausto di Berlino come “monumento della vergogna”), che lo starebbe “trasformando sistematicamente”.

A chi li vorrebbe sotto sorveglianza, Afd ha risposto con una difesa sottoscritta da tutti i leader: “È assurdo, noi siamo democratici, e ci impegniamo per uno stato di diritto forte”, hanno affermato Alexander Gauland, Alice Weidel, e Joerg Meuthen. “È fuori discussione che simboli e parole della destra estrema non abbiano posto nella società delle libertà”.

Anche Angela Merkel è tornata a prendere posizione su Chemnitz, dove nei giorni scorsi i movimenti di estrema destra hanno sfilato per la cittadina sassone, fra saluti hitleriani e violenze, reagendo alla morte di un tedesco in una rissa con due migranti: “Le marce dei neonazisti non hanno nulla a che fare con il cordoglio per la morte di un cittadino tedesco e con la preoccupazione della cittadinanza. Sono un messaggio di odio, contro la polizia, contro i giornalisti, contro lo stato di diritto in cui tutti vogliamo vivere”, ha sillabato il portavoce Steffen Seibert.

Prima di salire sul palco per il loro concerto, i musicisti hanno spiegato cosa li abbia spinti: “Non siamo naif, non si salva il mondo con un concerto. Ma qualche volta è importante dimostrare che non si è soli”, ha spiegato Felix Brummer dei “Kraftclub”. “Bello esser richiesto qui, da vecchio cowboy a un passo dalla pensione – ha commentato Campino dei Toten Hosen – vogliamo distruggere la palla di neve, prima che diventi valanga”.

Il concerto, che ha coinvolto anche una band di estrema sinistra, i “Feine Sahne Fischfilet”, ha però polarizzato l’opinione pubblica: e la trovata del presidente Steinmeier di postare su Facebook l’invito è stata criticata anche dai vertici della Cdu.

(di Rosanna Pugliese/ANSA)