Pallavolo, Mondiali: “Siamo carichi”, sogno d’oro Azzurri

Il ct della pallavolo Gianlorenzo Blengini incita i giocatori da bordo campo.
L'Italvolley di Gianlorenzo Blengini conta le ore che la separano dal debutto al Mondiale. EPA/ANDRZEJ GRYGIEL POLAND OUT

ROMA. – “Siamo carichi”. L’Italvolley di Gianlorenzo Blengini conta le ore che la separano dal debutto al Mondiale. L’appuntamento è per domenica sera nella suggestiva e inedita cornice del Centrale del Foro Italico quando in campo gli azzurri se la vedranno col Giappone. La squadra è reduce dai due test match con la Cina ed è pronta all’esordio.

“Non vediamo l’ora, ci siamo allenati tanto, preparati bene. Siamo molto fiduciosi” spiega il libero Massimo Colaci all’antivigilia. “C’è ancora qualcosa da sistemare a livello di gioco, nella fase di cambio palla ad esempio abbiamo sofferto con la Cina e dobbiamo crescere, il resto invece più o meno funziona – aggiunge il giocatore pugliese -. Il Giappone è un avversario da temere, molto tecnico, che difende tanto, ma se giochiamo al 100% per loro diventa difficile”.

Colaci quindi invita a non sottovalutare nessuno dall’altra parte della rete. “Ho sentito dire che il nostro non è un girone poi così difficile, ma forse ci si dimentica che negli ultimi anni abbiamo perso praticamente contro tutte queste squadre” sottolinea parlando delle avversarie.

Dopo l’incontro col Giappone a Roma, l’Italia si sposterà infatti a Firenze per affrontare Belgio, Argentina, Repubblica Dominicana e Slovenia. “Serve molta attenzione perché dobbiamo partire bene per portare più punti possibile alla seconda fase dove il livello si alzerà ancora di più – conclude -. L’obiettivo? Siamo l’Italia e dobbiamo puntare al massimo, non esiste altro. Quella medaglia di colore giallo sarebbe bella da raggiungere… È un grande sogno e ce le metteremo tutta, l’impegno sarà massimo”.

Lo promette anche Simone Giannelli, l’alzatore bolzanino chiamato a far girare la squadra di Blengini. “I test match sono andati bene, abbiamo vinto entrambe le amichevoli con la Cina, ma ovviamente per fare qualcosa di bello al Mondiale ci sarà da fare qualcosa in più – le sue parole -. Obiettivo minimo? Sarebbe bello arrivare in semifinale e poi una volta lì giocarsi tutto. Sarà una battaglia, e noi ci proveremo. Le squadre più forti sono sempre le stesse: Polonia, Usa, Brasile, Russia…”.

Insomma, le inside lungo il cammino non mancheranno, come quelle al debutto. “Non ho mai giocato all’aperto al Foro Italico, mi dicono tutti che è difficilissimo – confessa il palleggiatore -. Lo sarà ancor di più per me perché non avrò punti di riferimento, cercherò di adattarmi. Ma anche i giapponesi non credo che siano tanto abituati a giocare all’aperto”.

Di certo, sugli spalti ci sarà un gran colpo d’occhio. “Ci aspettiamo un grande spettacolo, c’è grande emozione, ma la riverseremo sul campo al momento del debutto – assicura Gabriele Maruotti, schiacciatore originario di Fiumicino, a due passi dalla Capitale -. A livello personale sono contentissimo di esserci, di avere raggiunto questo obiettivo perché lo rincorrevo da tanto. Più di una volta sono stato tagliato all’ultimo, quindi mi godo il più possibile quello che verrà. Ci attende un torneo molto lungo, con una formula complicata, e non dobbiamo pensare al risultato finale altrimenti ci incartiamo. Dobbiamo pensare a costruire il nostro obiettivo partita dopo partita”.