Un riflesso di Gesù

Un'immagine di "Charles de Foucauld (1858-1916)". Gesù
"Charles de Foucauld (1858-1916)"

«Tutta la nostra vita, per quanto muta essa sia, la vita di Nazareth, la vita del deserto, così come la vita pubblica, devono essere una predicazione del Vangelo mediante l’esempio; tutta la nostra esistenza, tutto il nostro essere deve gridare il Vangelo sui tetti; tutta la nostra persona deve respirare Gesù, tutti i nostri atti, tutta la nostra vita devono gridare che noi apparteniamo a Gesù, devono presentare l’immagine della vita evangelica; tutto il nostro essere deve essere una predicazione viva, un riflesso di Gesù, un profumo di Gesù, qualcosa che gridi Gesù, che faccia vedere Gesù, che risplenda come un’immagine di Gesù…»(Charles de Foucauld).

 

Stamattina comincio la giornata con queste parole del beato Charles de Foucauld, un uomo che ha trascorso la vita seguendo Gesù. Mi ricordano qual è la mia vocazione di cristiano: vivere per Gesù. Il Vangelo che mi è stato annunciato è una persona viva che mi accompagna per tutta l’esistenza e che cammina con me indicandomi una strada diversa da quella del mondo.

Il bello è che quando mi fido di Gesù e compio scelte evangeliche, faccio sempre esperienza della gioia vera! La vita di fratel Carlo mi parla dell’amore di Dio e della possibilità di rispondere a questo amore con il mio amore.

Vivere d’amore e per amore non è un’idea, ma una possibilità reale per ogni uomo e per ogni donna: Gesù ci dona di avere in noi i suoi stessi sentimenti, i suoi stessi pensieri, la sua stessa forza per amare fino alla fine. Noi apparteniamo a Gesù! Lasciamo trasparire questa nostra appartenenza a Lui!

Proviamo a fare nostra questa preghiera di fratel Carlo e faremo esperienza di una grande pace:

 

«Padre, mi abbandono a te,

fa’ di me ciò che ti piace.

Qualsiasi cosa tu faccia di me, ti ringrazio.

Sono pronto a tutto,

accetto tutto,

purché la tua volontà si compia in me

e in tutte le tue creature:

non desidero nient’altro, mio Dio.

Rimetto l’anima mia nelle tue mani,

te la dono, mio Dio,

con tutto l’amore del mio cuore,

perché ti amo.

È per me un’esigenza di amore

il donarmi a te,

l’affidarmi alle tue mani, senza misura,

con infinita fiducia:

perché tu sei mio Padre».

don Gian Luca

gioiaepace.blogspot.com