Moscovici: “Salviamo l’Ue da Salvini, Orban e Le Pen”

Pierre Moscovici, e Valdis Dombrovskis.
Pierre Moscovici, e Valdis Dombrovskis. EPA/OLIVIER HOSLET

BRUXELLES. – Si scaldano i toni in vista delle elezioni europee, con una campagna elettorale che si preannuncia senza esclusione di colpi e che, di fatto, è già cominciata tra il fronte sovranista-populista e quello europeista. A scendere in campo senza mezze parole è stato ancora una volta il commissario Ue agli Affari economici, il socialista francese Pierre Moscovici che, sebbene abbia contestualmente annunciato che non si candiderà per il suo partito alla presidenza della Commissione Ue, ha invitato a salvare l’Europa dagli “Orban, i Salvini, i Kaczyinski, i Le Pen”.

E fermare “la marcia dello stupido populismo e del nazionalismo” è anche l’appello lanciato da Vienna dal presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, che ha però invitato al “confronto” e a un dibattito senza “insulti”.

Dure le repliche subito arrivate dal governo, con il premier Giuseppe Conte che ha respinto “al mittente” le dichiarazioni, invitando anzi le istituzioni europee ad essere “più populiste”, nel senso di “cogliere meglio le istanze delle genti”: “Dovrebbero considerare che si è venuta a creare una frattura tra loro e i cittadini”, ha insistito ad Assisi il presidente del Consiglio. “Un socialista francese che venga a dare lezioni fa ridere” a fronte di un esecutivo che “ha il gradimento del 60% degli italiani”, ha liquidato invece la faccenda il vice premier Matteo Salvini.

“L’Europa è a un bivio: se non facciamo niente, gli Orban, i Salvini, i Kaczyinski, i Le Pen disegneranno un’Europa dove la giustizia e la stampa saranno sotto controllo, gli stranieri stigmatizzati, le minoranze minacciate”, ha scritto Moscovici in un intervento per il suo blog. Al punto che “per la prima volta nella storia”, l’esistenza stessa dell’Europa “è minacciata: può implodere o essere sovvertita da responsabili di estrema destra, Matteo Salvini, Marine Le Pen o Viktor Orban”, ha martellato il commissario anche in un’intervista a Le Monde.

Moscovici rintraccia il successo di Lega e M5S nella mancanza di convergenza tra i Paesi dell’eurozona, tra Nord e Sud: “Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono figli delle diseguaglianze e delle divergenze, il che non giustifica i loro eccessi”. Per questo lancia un monito anche al presidente francese Emmanuel Macron, che ha sempre meno consensi: “In caso di fallimento, ciò che si profila è una situazione all’italiana”.

Il francese attacca poi anche il suo partito, il Ps, spiegando che c’è ormai “profondo disaccordo”, tra l’altro proprio “sulla sua linea politica e la sua strategia per l’Europa”, proponendosi quindi come “costruttore di ponti” tra diverse forze politiche per le europee.

Anche Juncker ha avvertito: “Se i partiti classici si avvalgono della lingua e degli argomenti dei populisti diventano essi stessi populisti. E gli elettori scelgono l’originale”. I giochi, in Francia come a Bruxelles, sono infatti appena aperti, e una delle tessere chiave sarà la collocazione dei ‘macroniani’ e l’eventuale creazione di un fronte europeista, mentre il sistema degli ‘Spitzenkanditaten’ che portò alla nomina di Juncker ha sempre meno sostegno.

Intanto in Italia divampano le polemiche sul commissario Ue. “Non accetto di parlare di xenofobia in Italia con questo governo, non ci sono proprio i presupposti”, ha detto Conte bollando così le parole di un discorso di Moscovici, mai pronunciate ma contenute in testo diffuso alla stampa. Mentre Salvini ha rincarato la dose: “Evidentemente se l’Europa schifa quei burocrati che hanno impoverito un intero continente e ha fiducia in noi il problema è di chi ha malgovernato per anni”.

L’orizzonte è ora inequivocabilmente quello delle europee: proprio lunedì prossimo Salvini incontrerà Marine Le Pen a Roma per parlare, ha twittato la leader del Rn, “della crescita economica e le prospettive sociali in un’Europa delle Nazioni”.

(di Lucia Sali/ANSA)