Ue: “Violate il patto”. Ma è solo un primo avvertimento

Il commissario per l'Euro, Valdis Dombrovskis e il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici.
Il commissario per l'Euro, Valdis Dombrovskis e il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici.

BRUXELLES. – La Commissione europea non cede sul deficit italiano, e lo rende chiaro anche formalmente. La risposta alla lettera di Tria è arrivata in sole 24 ore, tempi rapidi per Bruxelles, spia di una certa fretta di dare un segnale e convincere il Governo a cambiare rotta.

Non è un atto di routine, come accaduto negli anni scorsi. Stavolta la lettera dell’Ue, che dà l’avvio alle trattative ufficiali, non si esaurisce in poche righe che prendono atto delle intenzioni del Governo. E’ più lunga, dettagliata, e dà un primo giudizio fortemente negativo dei suoi piani di politica economica. Invitandolo a scrivere una manovra accettabile, perché strutturandola attorno alle cifre nel Def rischia la bocciatura immediata.

Ora attende proprio che la manovra venga struttura e sia notificata nei suoi contenuti. La lettera del ministro Tria ha confermato alla Ue ciò che più temeva, e che sottolinea nella sua risposta: il deficit 2019 salirà al 2,4%, e il saldo strutturale peggiorerà di 0,8 punti, invece di migliorare come ci si aspettava e come richiesto dalle regole.

I commissari Dombrovskis e Moscovici ricordano all’Italia le sue responsabilità in sede europea: ci sono delle raccomandazioni, approvate dal Consiglio, Italia compresa, il 13 luglio, che chiedono al Paese “di assicurare che il tasso di crescita nominale della spesa netta primaria non superi lo 0,1% nel 2019, che corrisponde ad un aggiustamento strutturale di 0,6% del pil nel 2019”. E’ per questo, sottolineano i commissari, che i nuovi target suscitano “seria preoccupazione”.

Il tutto con una stima di crescita all’1,5%, in controtendenza rispetto alle revisioni al ribasso dell’economia attese dal Fondo monetario internazionale e già previste di recente da Confindustria e dalle agenzie di rating. Un quadro preoccupante per Bruxelles, che vede il rischio di uno scostamento significativo dall’obiettivo di medio termine, cioè il pareggio di bilancio in termini strutturali.

La seria deviazione, per la Ue, indica che il debito non scende al ritmo concordato e che quindi l’Italia non sta rispettando gli impegni presi. E le misure pro-crescita descritte dal ministro nella sua lettera non bastano a rassicurare. I commissari chiedono quindi al Governo di agire prima che sia troppo tardi, cioè prima che la violazione degli impegni finisca nella legge di stabilità, cosa che costringerebbe Bruxelles a rigettarla subito, chiedendone una nuova al Parlamento entro fine ottobre.

(di Chiara De Felice/ANSA)