Di Maio studia il “reddito” tedesco: “Sarà nella legge di bilancio”

Il vertice a Palazzo Chigi sulla manovra e sulla nota di aggiornamento al Def. Partecipano il premier Giuseppe Conte, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro dell'Economia Giovanni Tria, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, e i viceministri all'Economia Laura Castelli e Massimo Garavaglia.
Il vertice a Palazzo Chigi sulla manovra e sulla nota di aggiornamento al Def. Partecipano il premier Giuseppe Conte, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro dell'Economia Giovanni Tria, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, e i viceministri all'Economia Laura Castelli e Massimo Garavaglia. Roma, 2 Ottobre 2018, ANSA/UFFICIO STAMPA PRESIDENZA CONSIGLIO DEI MINISTRI

BERLINO.- Se con il Pd il dialogo è notoriamente complicato, coi socialdemocratici tedeschi oggi è andata molto meglio: il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha incontrato a Berlino il suo omologo tedesco, Hubertus Heil, dell’Spd, e ha trovato “con sommo stupore” comprensione per il suo reddito di cittadinanza, che sarà “per la maggior parte nella legge di bilancio”.

“Mi ha detto: ‘finalmente ho capito che non è una misura assistenziale, ma uno strumento di politica attiva per il lavoro, come il nostro Hartz IV'”, ha spiegato il ministro pentastellato. Da questa intesa, è nato un team per studiare i centri di impiego tedeschi, ha annunciato il vicepremier, e trasferire il know-how necessario dalla Germania all’Italia: “sapere di avere il governo tedesco a fianco nella rifondazione dei centri per l’impiego mi rincuora”, si è spinto ad affermare.

L’apprezzamento per l’atteggiamento tedesco – Di Maio ha incontrato anche il ministro dell’Economia Peter Altmaier, e cioè il braccio destro della Merkel – è andato anche oltre: “Abbiamo ribadito la volontà di non uscire né dall’Ue né dall’euro. Questa è l’Europa con cui si può dialogare, quella che ascolta e condivide le esperienze – ha affermato in un comunicato – In particolare ho apprezzato il fatto che sia il ministro dell’Economia tedesco, sia la cancelliera Angela Merkel non si siano intromessi nelle dinamiche sulla legge di bilancio, dimostrando rispetto per un paese fondatore dell’Ue”.

È la giornata in cui il governo giallo-verde abbassa i toni proprio per non scatenare ulteriormente i mercati contro l’Italia. Ma l’entusiasmo del ministro grillino trova una sponda anche nel suo interlocutore socialdem: con Di Maio c’è stato “incontro positivo e costruttivo, in seguito al quale instaureremo uno scambio intenso in futuro”, ha fatto sapere all’ANSA un portavoce di Heil.

“Sentire parlare il ministro del lavoro tedesco di un programma europeo che metta sempre più al centro i diritti sociali, i diritti dei lavoratori, i lavori che cambiano, è musica per le mie orecchie – ha spiegato Di Maio, incontrando i giornalisti italiani nell’ambasciata d’Italia subito dopo la bilaterale – Su questo c’è tutto il sostegno. Come a livello economico c’è sostegno per tutte le politiche che tendono a uniformare la tassazione e a uniformare il livello dei diritti dei singoli cittadini soprattutto quelli sociali, smantellati e immolati al dio spread, al dio deficit e al dio denaro”.

“Ma il dio spread, il dio deficit, il dio debito esistono”, lo ha incalzato Tonia Mastrobuoni di Repubblica. Come rispondete? I mercati e l’Ue “capiranno la bontà della manovra”, è la reazione. Della finanziaria, comunque, a Berlino, non si sarebbe affatto parlato, ha aggiunto. Dei migranti? “Abbiamo deciso di lasciare la pratica ai nostri ministri dell’Interno…”, ha tagliato corto. Nella sua prima missione berlinese, Di Maio ha trovato “un clima di collaborazione e disponibilità”. E anche ad Altmaier ha fatto delle proposte: intende cooperare “su impresa 4.0 intelligenza artificiale e blockchain”.

(di Rosanna Pugliese/ANSA)