Sardegna sott’acqua, crolla un ponte. E’ incubo alluvione

Un tratto della statale 195 verso Capoterra e Pula dove si e' aperta una voragine
Un tratto della statale 195 verso Capoterra e Pula dove si e' aperta una voragine. (ANSA)

CAGLIARI.- Mezza Sardegna sott’acqua: esondazioni e allagamenti, voragini sulle strade e un ponte crollato, cittadini messi in salvo e intere zone isolate, si parla di 30mila abitanti. È pesantissimo il bilancio dell’ondata di maltempo che si è abbattuta sull’area centro meridionale dell’Isola. E che ha fatto tornare l’incubo alluvione.

Capoterra, popoloso comune della città metropolitana di Cagliari, è stato il più colpito: ed è qui che nel 2008 la furia dell’acqua si era impadronita della cittadina uccidendo quattro persone. Già durante la notte ha iniziato a piovere incessantemente, e non ha mai smesso per tutta la giornata. Quelli che erano piccoli corsi d’acqua o torrenti si sono trasformati in fiumi in piena, erodendo inesorabilmente ampi tratti di strada.

Le principali arterie di collegamento da Cagliari ai comuni dell’hinterland – epicentro Capoterra ma anche Pula e Sarroch, dove c’è la raffineria della Saras – si sono completamente allagate. L’emergenza si è avuta sulla statale 195 Sulcitana, chiusa al traffico fin dalle prime ore del mattino.

Poi nel pomeriggio, dopo l’esondazione del rio Santa Lucia a Capoterra, un tratto di strada è stato letteralmente sgretolato dalla forza dell’acqua all’altezza di un ponte di pochi metri, che l’Anas definisce un’opera idraulica. E la statale è stata tagliata in due. Pochi chilometri prima, in direzione Cagliari, sulla stessa statale si era aperta una voragine, costringendo la Polizia municipale a bloccare l’accesso alle auto.

Un’altra voragine ha interessato anche provinciale tra Uta e Capoterra, anche questa chiusa, mentre molte altre arterie di collegamento sono risultate impraticabili a causa dell’acqua. Per diverse ore Capoterra è rimasta isolata. Qui, in meno di 24 ore sono caduti circa 250 millimetri di pioggia, la metà di quella registrata in media ogni anno.

“Ha piovuto tantissimo già dalla notte, proprio per questa ragione da subito abbiamo messo in campo tutti gli uomini disponibili e ho ordinato la chiusura delle scuole. Di sicuro è stata una giornata difficile, abbiamo avuto paura”, confessa il sindaco di Capoterra, Francesco Dessì, che ha ancora vivo il ricordo dell’alluvione di dieci anni fa. “Per me l’unica cosa che conta, in questo momento, è che non ci siano stati feriti, i danni si possono riparare”.

Dieci anni fa. Ma anche cinque anni fa. Nel novembre del 2103 il ciclone Cleopatra colpì duro in Sardegna: 18 morti complessivamente, la maggior parte in Gallura. Alcuni però anche in Ogliastra, dove l’ultima ondata di maltempo ha lasciato il segno. A Terternia è crollato, imbevuto di pioggia, il muro del campo sportivo, frane invece a valle e a monte del centro abitato.

Centinaia le chiamate ai vigili del fuoco, decine le persone bloccate in casa o in auto, circondate dall’acqua, soccorse già nella notte nel Sarrabus. L’emergenza non è ancora finita. Domani è di nuovo allerta rossa: scuole e uffici chiusi in tutta la Sardegna sud orientale.

(di Manuel Scordo/ANSA)