Pronta missione verso Mercurio, la prima volta dell’Europa

Pronta missione verso Mercurio.
Pronta missione verso Mercurio. (ANSA)

KOUROU. – L’Europa si prepara a raggiungere per la prima volta Mercurio, il pianeta più piccolo del Sistema Solare e il più vicino al Sole: è al nastro di partenza la missione Bepi Colombo, nata dalla collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e l’agenzia spaziale giapponese Jaxa. Il lancio, previsto nella notte fra il 19 e il 20 ottobre, segnerà l’inizio di un’avventura, la terza su Mercurio dopo le missioni della Nasa Mariner 10, del 1973, e Messenger, del 2011.

E’ invece la prima volta che si mira ad esplorare Mercurio con due veicoli: l’europeo Mpo (Mercury Planetary Orbiter), che raccoglierà dati sulla superficie e la composizione interna del pianeta, e il giapponese Mercury Magnetospheric, che studierà il campo magnetico.

Nella base europea di Kourou (Guyana Francese), sono in corso gli ultimi test prima del lancio di questa missione, chiamata così in onore del matematico italiano Giuseppe (Bepi) Colombo (1920-1984), le cui ricerche sulla rotazione di Mercurio hanno aperto la strada all’esplorazione del pianeta più piccolo del Sistema Solare e il più vicino al Sole, con la missione Mariner 10 della Nasa.

Parlano italiano anche gran parte della scienza e della tecnologia alla base di questa missione unica, alla quale il nostro Paese contribuisce con l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e le aziende del gruppo Leonardo Thales Alenia Space e Telespazio. Tecnici e ingegneri stanno lavorando nella base di Kourou, continuamente in contatto con i colleghi del centro di controllo della missione dell’Esa, l’Esoc, che si trova in Germania.

“Mercurio è un pianeta estremo e la sua esplorazione richiede tecnologie altrettanto estreme”, ha osservato il direttore delle operazioni di volo dell’Esoc, Paolo Ferri. Dopo un viaggio di sette anni attraverso il Sistema Solare, infatti, le due sonde della missione Bepi Colombo cominceranno a raccogliere dati in modo autonomo, una, affrontando temperature superiori a 300 gradi.

“Dopo la partenza – ha proseguito – il veicolo dovrà affrontare un viaggio di sette anni, nel quale percorrerà nove miliardi di chilometri alla velocità di 60 chilometri al secondo”. La sua scommessa è raggiungere il pianeta fino meno esplorato del Sistema Solare e raccogliere dati che permettano di conoscerne le condizioni estreme.

(dell’inviata Enrica Battifoglia/ANSA)