E’ un bel Cagliari, ma la Juve sbriga la pratica

Paulo Dybala festeggiato dai compagni di squadra della Juventus dopo il gol della vittoria sul Cagliari.
Paulo Dybala festeggiato dai compagni di squadra della Juventus dopo il gol della vittoria sul Cagliari. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

TORINO. – Torna a +6 la Juventus, con 31 punti raccolti nelle prime 11 giornate, record per i bianconeri. Ma alle ‘manite’ di Napoli e Inter, la squadra di Allegri ha risposto con un successo (3-1) sul Cagliari rimasto in bilico fino all’88’ quando Ronaldo, lanciato in contropiede da Cuadrado, ha dimostrato altruismo e anziché provare il gol personale, ha servito il colombiano a centro area.

Nell’azione prima la Juventus si era salvata a stento, grazie al ‘muro’ di Benatia su Pavoletti, dopo un’azione insistita dei sardi in attacco. Fino a quel punto, il successo Juve era stato deciso dal più classico degli autogol, di Bradaric, capitato quando il Cagliari aveva appena rimediato il pari. Merito dei rossoblù di Maran e colpa di una Juve meno brillante del solito a centrocampo, dove è stato all’altezza il solo Bentancur, mentre Pjanic e Matuidi hanno deluso.

E con il cambio del bosniaco (sostituito da un esterno, Alex Sandro), a metà del secondo tempo, l’assetto non è migliorato, facendo sentire l’assenza di Khedira, ancora in panchina, e di Emre Can, convalescente. Il Cagliari avrebbe probabilmente meritato di chiudere il primo tempo sul pari dopo avere costretto la Juve ad adattarsi al suo gioco e non solo a subire l’iniziativa bianconera. E forse ce l’avrebbe fatta senza lo sfortunato intervento in scivolata, ‘alla Niccolai’, di Bradaric, tre minuti dopo il pareggio di Joa Pedro.

I sardi, sotto la spinta di Barella e Castro, non si erano fatta deprimere dall’1-0 firmato da Dybala dopo appena 45″, un’azione in cui si è bevuto tutta la difesa con un cambio di direzione e destro in caduta sul primo palo, con rete convalidata dopo la prima delle tre Var, tutte nei primi 45′. Una volta prese le misure a Douglas Costa e spenta la fonte dei suoi lanci tagliando il campo, il Cagliari ha concesso solo un’altra vera palla-gol ai bianconeri nel tempo, un bolide di Douglas Costa respinto respinto a pugni chiusi da Cragno, e ha sfiorato l’1-1 con una girata di Pavoletti, fermata sulla riga di porta da Szczesny.

Difesa bianconera addormentata sul pareggio di Joao Pedro. La gioia del Cagliari è un giro di lancetta: l’autogol di Bradaric ha annullato lo sforzo della squadra di Maran. Poi lavoro per la Var per decidere tra spalla e mano nel tocco in area di Benatia (17′), come sarebbe successo al 39′ per un intervento di Bradaric. Nell’uno e nell’altro caso la decisione dell’arbitro non è cambiata dopo la visione del replay.

Una legnata di CR7 si è stampata sul palo (47′) per la delusione del portoghese, al quale il pubblico bianconero aveva tributato una standing ovation già prima del fischio d’inizio, quando ha ritirato dal presidente Agnelli la maglia celebrativa per i 400 gol segnati tra Premier League, Liga spagnola e serie A.

Cambio di Allegri dopo l’intervallo: fuori Douglas Costa, che si era spento dopo un discreto avvio, dentro Cuadrado. Szczesny si è dovuto dallungare (24′) su un cross di Srna per anticipare Pavoletti. La Juve avanti nel finale, anche se con una formazione piena di difensori – dentro anche Barzagli per Matuidi. Il Cagliari per cercare il pareggio, solo sfiorata, è stato punito con un contropiede di Cuadradro-Ronaldo.

(di Renato Botto/ANSA)