Inghiotte pallina mentre gioca, muore bambino di un anno

Pronto soccorso dell'Ospedale. Pallina
Pronto soccorso dell'Ospedale. (Foto archivio ANSA)

NOVARA. – Una pallina di gomma colorata è costata la vita ad un bambino di appena un anno, morto soffocato dopo alcune ore di agonia all’ospedale di Novara. L’allarme era scattato quando i genitori si sono accorti che l’aveva ingoiata e non riusciva a respirare. I tentativi disperati del padre di liberare il figlio dalla piccola sfera sono stati tutti inutili. Il 118, al suo arrivo, è riuscito a disostruire le vie respiratorie ma le condizioni del bimbo – rimasto a lungo senza respirare – sono apparse da subito molto gravi.

“Una disgrazia terribile”, commenta Michela Leoni, sindaca di Momo, il paese della provincia di Novara in cui si è consumata la tragedia. La procura ha aperto un’inchiesta e potrebbe disporre l’autopsia. “E’ un atto dovuto – spiega il procuratore di Novara, Marilinda Mineccia – Si tratta di capire cosa sia successo con esattezza”.

Il decesso del bambino è sopraggiunto nella tarda mattinata nel reparto di Rianimazione, dove era ricoverato dalla tarda serata di ieri. “La notizia si è sparsa subito in paese – dice la prima cittadina di Momo – e ci ha lasciato sconvolti. Si tratta di una famiglia molto nota, siamo tutti colpiti. Non è possibile morire così ad appena un anno”.

Eppure, i casi come quello di Momo “sono tutt’altro che rari”, spiega il professor Francesco Della Corte, direttore della Struttura complessa di rianimazione dell’ospedale di Novara -. Bastano pochi minuti in cui manca l’afflusso di ossigeno al cervello perché la situazione diventi irrecuperabile”.

E’ accaduto la scorsa settimana a Alessandro Caligaris, noto street artist e fumettista di 37 anni morto all’ospedale Molinette di Torino dopo essersi soffocato con un boccone di carne, mentre era al ristorante con la fidanzata. Un destino analogo a quello di Massimiliano Pirazzo, 50 anni, ex comandante della polizia municipale di Brandizzo (Torino) morto soffocato mentre si trovava al ristorante.

“In quei momenti – sottolinea il professor Della Corte – è difficile mantenere la calma e si tenta di tutto. Purtroppo sarebbe necessario conoscere le manovre da fare: se si tratta di un bambino piccolo, occorre girarlo a testa in giù e battere forte sul dorso; se si tratta di un adulto c’è la cosiddetta manovra di Heimlich, ovvero una forte compressione appena al di sotto del diaframma”.