Pd: candidatura di Minniti in bilico, tensione con i renziani

Primo piano di Marco Minniti, in una sede del Pd.
Pd: candidatura Minniti in bilico.

ROMA. – Che non sarebbe stato un ‘matrimonio’ semplice lo si era capito dalla difficoltà di ufficializzarlo: Marco Minniti ci aveva pensato settimane, prima di candidarsi alla segreteria del Pd; indipendente, ma voluto dai renziani. Ora l’ex ministro dell’Interno avrebbe messo in stand by la sfida, annullando la partecipazione a tutte le trasmissioni tv e radiofoniche per i prossimi tre giorni.

La notizia sta circolando con insistenza in ambienti del partito, legata a una certa irritazione tra gli esponenti più vicini a Minniti per il ruolo marginale che starebbe giocando l’area dell’ex premier. “Sconcerto e irritazione” si registrano in risposta però anche tra i renziani: alcuni la considerano una mossa tattica dell’ex ministro nella trattativa per favorire i suoi nelle liste per il congresso.

Altri si chiedono se sia il caso di andare avanti con Minniti candidato. “Non vedo dubbi sulla candidatura, che é convincente”, dice Ettore Rosato, vicepresidente della Camera ed esponente renziano di rilievo. Qualcuno parla di “pretattica”, per stanare Renzi e farlo impegnare. Minniti – si rimarca in ambienti parlamentari Dem – continuerebbe a registrare la lontananza dell’ex premier dalle vicende del congresso Pd. Ostentata e rivendicata. Anche su Fb non vi ha fatto alcun cenno.

Il malcontento di Minniti potrebbe sfociare in una rinuncia alla candidatura. Il deputato si sarebbe preso qualche giorno di riflessione prima di decidere. Lo stallo però riporta la tensione nel Pd, che ha fissato al 3 marzo le primarie aperte e che vede nei sondaggi Minniti a pochi punti da Nicola Zingaretti, dato favorito. Un eventuale forfait rimescolerebbe i giochi.

Tra gli altri candidati, dall’entourage di Zingaretti si osserva senza commentare, da quello di Francesco Boccia si esprimono dubbi sulla reale volontà di Minniti di ritirarsi. “Continuiamo sulla nostra strada uniti e aperti, domani presentiamo le nostre idee sul partito”, dicono fonti vicine a Maurizio Martina. Esplicito Dario Corallo: “O Renzi continua a non volersi esporre o hanno problemi nel comporre le liste. E’ evidente che il congresso è ormai un bluff al quale credono solo i suoi dirigenti”.

Intanto in Sicilia si scontrano renziani e sostenitori di Zingaretti. Ci sono 24 ore di tempo per trovare una intesa sulle regole per i congressi provinciali, altrimenti sarà la commissione di garanzia nazionale del Pd, dopo aver valutato i ricorsi depositati, a pronunciarsi in modo definitivo.

(di Luca Laviola/ANSA)