Un italiano su quattro a rischio povertà o esclusione

Un'anziana rovistando tra i rifiuti del mercato di frutta e verdure. Povertà
Un'anziana rovistando tra i rifiuti del mercato di frutta e verdure.

ROMA. – L’Italia 2017 è un paese con un po’ meno disuguaglianze dell’anno precedente, ma ancora lontano dalla situazione prima della crisi. Le persone a rischio di povertà ed esclusione sociale sono più di una su quattro, nonostante un calo dal 30% al 28,9% della popolazione, e al Sud raggiungono ancora il 44,4%. Diminuiscono soprattutto quanti vivono in famiglie gravemente deprivate o a bassa intensità lavorativa, pur restando oltre uno su dieci in entrambi i casi.

Dal rapporto ‘Condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie’ emerge il terreno perso rispetto al 2008, quando la popolazione a rischio era il 25,5%, e la distanza che separa l’Italia dai grandi paesi europei. Le persone in disagio sono meno che in Bulgaria (38,9%), Romania (35,7%), Grecia (34,8%) e Lituania (29,6%) ma più che in Francia (17,1%) e Germania (19%). Il reddito medio, comunque, recupera il 2,1% in termini reali nel 2016 e raggiunge circa 2.550 euro netti al mese.

L’aumento è maggiore per le famiglie più povere (+7,7%), che restano le più colpite dalla crisi: hanno un reddito ancora inferiore del 14,3% rispetto a quello del 2009, mentre le altre hanno perso tra il 6 e l’8%. Succede così che il 20% delle famiglie più ricche guadagni quasi 6 volte di più del 20% famiglie più povere (per la precisione 5,9 volte, in calo dalle 6,3 del 2015). L’aliquota media pagata dalle famiglie nel 2016 resta stabile al 19,4% mentre si riduce il cuneo fiscale e contributivo, dal 46% al 45,7%. Il cuneo assorbe ancora, tuttavia, quasi metà del costo del lavoro.

Secondo la senatrice del Movimento 5 Stelle, Nunzia Catalfo, questi dati “certificano l’urgenza di una misura come il reddito di cittadinanza”. Mentre l’opposizione indica strade diverse da seguire. Il capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio, chiede “basta chiacchiere” e il raddoppio delle misure contro la povertà, con il rafforzamento del reddito di inclusione Rei. E il coordinatore nazionale di Noi con L’Italia, Maurizio Lupi, preme per rifinanziare con 10 milioni il fondo per i pasti ai poveri, che potrebbe aiutare 3 milioni e mezzo di persone.

L’Istat, sottolinea l’Unione nazionale consumatori, dimostra come il 13,6% delle famiglie, nel 2017, non può permettersi un pasto proteico almeno una volta ogni due giorni, il 39,5% non può pagare spese impreviste di 800 euro, il 43,6% non può permettersi una settimana di ferie l’anno e il 70,1% non riesce a risparmiare.

(di Chiara Munafò/ANSA)