Opec, accordo raggiunto: vola il prezzo del greggio

La sede dell'Opec a Vienna
Dal prossimo gennaio, se non vi saranno dietrofront o ripensamenti, la produzione di petrolio sarà ridotta in 1,2 milioni di barili.

VIENNA – L’Opec trova l’accordo e il prezzo del greggio torna a volare. La paura ha avuto la meglio sulle divisioni. Di fronte alle prospettive di un barile di petrolio sotto i 50 dollari, i membri dell’organismo petrolifero e quelli non vi appartengono (dalla Russia all’Iran) hanno archiviato divisioni, invidie e ripicche e trovato l’accordo per un taglio alla produzione.

Dal prossimo gennaio, se non vi saranno dietrofront o ripensamenti, la produzione di petrolio sarà ridotta in 1,2 milioni di barili. I paesi Opec taglieranno circa 800mila barili e quelli non Opec 400mila. All’accordo ha aderito anche la Russia, in un primo momento restia. In cambio, all’Iran, per fronteggiare la crisi economica causata dall’embargo, sarà permesso di produrre al massimo della propria capacità.

Per il Venezuela, la cui produzione è ridotta ormai all’osso a causa dei problemi causati dalla mancanza di politiche di manutenzione ed ammodernamento dell’infrastruttura, l’accordo raggiunto è il miglior scenario che si potesse presentare. Infatti, in questo modo, l’incremento dei prezzi colmerà il “gap” provocato dal calo nella produzione.Opec